AEROPORTO DI ROMA FROSINONE, E’L’ORA DELLA CONCRETEZZA

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Comunicato stampa APARF

Aparf fa il punto della situazione sul progetto dello scalo Civile, chiedendo rispetto e cooperazione a tutte le parti chiamate in causa.

Da diversi anni ormai, Aparf studia la fattibilità di un aeroporto civile a Frosinone e, nel farlo, ha tenuto e tiene in considerazione le ovvie difficoltà che un progetto di questo tipo porta con sé ed ha fatto tesoro delle esperienze altrui, quando i tempi non erano oggettivamente ancora maturi.Diciamo questo perché un’infrastruttura aeroportuale può anche nascere da un desiderio, ma poi deve essere contestualizzata, giustificata dalle reali esigenze del territorio, deve dare a questo un importante valore aggiunto.

Oggi molte cose sono cambiate. Il fortissimo ridimensionamento di Ciampino, deciso dal tribunale, ad aeroporto da dedicare al soccorso aereo ed ai voli di Stato, così come la saturazione di Capodichino e Fiumicino, rendono matura, se non addirittura improcrastinabile, la realizzazione di un terzo aeroporto civile nel Lazio che possa assorbire le importanti quote di traffico aereo che debbono essere necessariamente trasferite da Ciampino.

Rispetto al Nord Italia, il centro-sud della penisola si presenta con un gravegapinfrastrutturale, che tende ad allargarsi. Come si puòdiscutere con gli investitori di sviluppo, programmazione turistica, commercio, occupazioneemobilità,senza però avere risposte concrete e piani infrastrutturaliche diano ad essi opportune reali?Considerato talequadro, e considerati anche i limiti didiversa natura che insistono su territori di Rieti, Viterbo e Latina,

Aparf propone fortemente Frosinone come unico sito logico nel Lazio atto ad ospitare un aeroporto civile.Fatta tale premessa APARF tiene a precisare che il progetto in questione non è in competizione con altre idee progettuali da destinare al territorioe per questo non accetta veti pregiudiziali da nessuno, specie se non adeguatamente motivati.L’aeroporto, così come concepito, a differenza di qualsiasi altro progetto di qualsi voglia natura, porterebbe sviluppo e occupazione dell’ordine dei 3000 posti di lavoro tra diretti ed indiretti, ma anche turismo, mobilità e prestigio per un territorio intero. L’aeroporto è progettato secondo gli ultimissimi criteri di sostenibilità e di riduzione dell’impatto ambientale. In esso saranno ammesse solo le compagnie aeree dotatedei vettori più moderniche già oggiadottano soluzioni molto performanti per ciò che concerne la combustione e la riduzione dell’impatto acustico.

D’altro canto,Aparf èconscia che, ad oggi,l’impatto zero ancora non esiste,come tuttavia non esiste neppure per l’energia eolica o fotovoltaica e per conseguenza anche per le auto elettriche. Fortunatamentela scienza e la tecnologia aerospaziale stanno proponendo soluzioni sempre più green, nonché carburantiche nei prossimi anni arriveranno aproduzione di Co2 prossime allo zero. Chi dice il contrario mente o non è aggiornato.Per far propriequeste occasioni però,bisogna saper cogliere l’attimo. Domani, a giochi fatti, trovare collocazioni diverse, sarebbe troppo tardi. Il futuro non aspetta ed è già fra noi.Per questa ragione noi rispondiamo a Legambienteche è libera di proporre il suo parco fotovoltaico sul sedime dell’Aeroporto Moscardini, ma non di attaccare pretestuosamente il nostro progetto.

Facciano pure il loro percorso, per carità, ma visto che, di fatto, l’Aeronautica Militare non si è pronunciata sul destino dell’area (che presumibilmente resterà militare), il tutto ci sembra abbastanza incerto. Al punto che loro propongono un progetto fotovoltaico con ipotesi A,B e C in funzione di quella che sarà l’eventuale risposta dell’ARMA. Poi loro sono liberissimidi farcire il loro progetto con scuole, università, centro ricercheemuseo (noi le proposte degli altri le leggiamo!). Sono tutte cose,evidentemente,necessarie afar viaggiare la fantasia dei cittadini in periodo elettorale, ma chepoi, nella realtà,necessitano di continuità, di accordi conilMinistero della Pubblica Istruzione,Universitàedi ingenti investimenti nel tempo. Facciano pure il loro percorso,ma se ci attaccano sapremo difenderci dal “NO” per partito presoa qualsiasi infrastruttura che apra allo sviluppo vero.

Noi di APARF vediamo il progetto di Legambiente in modo trasparente. Di fatto non ci riguarda e nemmenolo consideriamo alternativo,perchéil nostro è un progetto diverso, tanto da averlo pensato fuori dalsedime militaree piùvicino all’Autostrada,alla linea ad Alta Velocità e quindi anche la futura stazione della TAV. Una contingenza di fattori sinergici che renderebbero unicoil progetto dell’Aeroporto di Frosinone un vero “unicum” nelcentrosud della nostra penisola.

Lungi da noi voler politicizzare il progetto, siamo trasversali, ma se poi ci tirano per la giacchetta siamo anche costretti a dire che l’afflato politico si è materializzato all’interno del convegno di Legambiente,quando il candidato a Sindaco Marzi si è schierato contro l’idea di aeroporto, cosache lui inveceper anniaveva sostenuto. Una posizione non “ideologica”,ma apparentemente dettata da interessi di campagna elettorale. Fatto per noiinaccettabile.

Per ultimo, dobbiamo ricordare che, ad oggi, abbiamo raccolto più di 50 manifestazione di interesse di aziende con sedi tra Anagni, Ferentino e Frosinone. Importanti realtà imprenditoriali del nostro territorioche chiedono a gran voce un aeroporto.E se è vero che il caso Catalent ha gettato sconcertosu un territorio intero, allora è davvero arrivato il momento di creare quellecondizioni infrastrutturaliche, non solo possano definitivamente scongiurare il reiterarsi di simili situazioni,ma che soprattutto possano ricrearele condizioni per genere valore aggiunto sull’intera area industriale.Non a caso il nostro progetto di aeroporto gode già oggi del parere positivo espresso da Enac, dai sindacati, da buona parte del mondo politico, dalmondo imprenditorialee dalle stesse compagnie aeree low cost, mentre restiamo in attesa di unpronunciamento della Regione.

Tiziano Schiappa

Presidente Aparf

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