Ryanair continuerà a crescere anche durante la recessione dice MOL

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Non crede che ci saranno sconvolgimenti per i suoi affari con questa recessione in arrivo, questo ha detto Michael O’Leary alla stampa internazionale convenuta in settimana nella sede di Ryanair a Dublino.

Altrettanto non crede che si continuerà a volare a 9,99€ per i prossimi due anni , ma a ben di più, oltre i 20€ dice spingendosi verso i 40/50€. Anche se sui suoi sistemi di vendita si trovano tariffe di quel tipo (7,99€) a distanza di pochi giorni. Un esempio e’ quello nell’immagine.

Lui crede di strappare molti passeggeri ai vettori full service come BA, Lufthansa e Air France. Perché questi sono secondo lui troppo cari. La gente vuole viaggiare , continuerà a viaggiare. Perché dovrà andare in vacanza, dai parenti, al lavoro, etc. Queste sono le giustificazioni addotte sul perché i viaggiatori anche durante la recessione vorranno volare e lo faranno – secondo O’Leary – con Ryanair.
Anche se non nasconde i problemi che in realtà esistono nella UE e nel Regno Unito. In particolare quest’ultimo, perché considera la EU un importante marketplace, quindi alla find un vantaggio. Diversamente e’ invece il Regno Unito , il quale si e’ chiuso come lo e’ stata per secoli, ora di nuovo con la hard Brexit. Questo per O’Leary e’ uno svantaggio, dovrebbe invece cambiare marcia e riaprirsi secondo MOL.

Mr. Ryanair dice che i problemi li vede in vari settori , in particolare la politica inglese. E’ ancora molto critico con il periodo di Boris Johnson. Specie sul fatto che la chiusura del Regno Unito e’ stata una disgrazia. L’inflazione al 18%, la mancanza di figure che prima della brexit giungevano dall’Europa per lavorare in agricoltura, nei negozi, nei servizi alberghieri. Questo ha indebolito il mercato del lavoro anglosassone, alzando gli stipendi non e’ il metodo perché alza i costi del lavoro. Riaprire le frontiere e’ l’unico modo. In questo caso arriva da sempre quella manodopera attratta dai salati inglesi più alti della media di molti paesi europei. Una manodopera specializzata, migliore di quella inglese.

Con questa soluzione si continuerà a crescere come quello che crede di fare Ryanair per raggiungere dai 165 milioni di passeggeri a brevissimo , fino ai 225 milioni previsti del 2026.

Ryanair avrà’ a breve alcuni ostacoli da superare perché gli attuali 64/65$ al barile per l’hedging del carburante saliranno certamente a 90 quando scadrà l’attuale accordo nel corso del 2023.
A compensare questo sbilancio sarà l’utilizzo di aerei a bassissimo consumo di cherosene JetA-1, come i B737-8200. Oggi ne ha già in flotta 73 su 210 ordinati. Anche qui però ci sono problemi da risolvere in Boeing. O’Leary ha detto che ci sono ali e motori fermi e aerei quasi finiti e fermi per qualcosa da completare. Vede in Boeing problemi gestionali dei flussi produttivi al loro interno e con la supply chain che fornisce le parti componenti alla catena di montaggio. Il tutto ritarda tutto e anche la timeline di consegna dei velivoli. un fattore importantissimo per un vettore come Ryanair che sta utilizzando di più gli aerei attuali in flotta. Proprio per mantenere i suoi piani di crescita, penalizzati in qualche modo dal ritardo delle consegne. Un quid di risparmio carburante manca e questo si ribalta su mancate plusvalenze dalle potenziali possibili economie di gestione da mettere poi a bilancio. E’ un cane che si morde la coda.
Quando tutti saranno arrivati , essi saranno vitali per tenere bassi i costi del volato nonostante l’aumento dei costi del carburante. Ma questo non basterà per la sua crescita pianificata.

A suo tempo voleva i B737-10, ma la trattativa si e’ arenata con Boeing sul costo di ogni singolo aereo. Ma in futuro, O’Leary dovrà prima o poi cercare una trattativa con la Boeing, perché ha i suoi B737-800 che ultimamente volano a più non posso, anzi in media un 10-15% più di tre anni fa, quindi servirà prima o poi un sostituto.
O’Leary e’ stato critico sul fatto che Boeing non sarà in grado di ottenere entro la fine anno l’omologazione per il B737-10. Quindi prima che scada la wayver dei 2 anni. Dal primo dell’anno 2023 entra in vigore il nuovo regolamento per le certificazioni velivolo che richiederà anche modifiche. Sempre che non ci sia un ulteriore wayver di un anno ed e’ ciò che crede. Forse qui O’Leary aspetterà la Boeing al varco. Per raggiungere i 225 milioni di passeggeri gli servono aerei nuovi, con quelli che ha oggi e i nuovi in arrivo forse sarà difficile raggiungere il o quel risultato. Oltre che, deve risolvere il fatto della futura sostituzione degli A320 oggi in flotta con Lauda Europe. Ha esteso di 4 anni i leasing, ma per ragioni di standardizzazione sarebbe opportuno trovare una soluzione.

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