Amarcord : il lancio pubblicitario di easyJet


easy Group su LinkedIn ripropone un qualcosa del passato di easyJet, chiamiamolo realmente un Amarcord.

A quei tempi un giovane Stelios Haji-Ioannou mette la sua faccia per promuovere la sua creatura , da 29 sterline i biglietti per volare da Londra Luton a metà degli anni ‘90 verso la Scozia. Come si vede la donna che mostra un paio di jeans per paragonarli al costo di un biglietto per volare su questa aerolinea budget che si andava a contrapporre alla granitica British Airways. La campagna pubblicitaria e’ stata pensata proprio con il leit motiv “vola al visto di un paio di jeans”.



Il tipo di vendita era leggermente diverso e allora si telefonava al call center, perché easyjet non era in vendita nelle agenzie di viaggio. Un cambio epocale, poi sarebbero arrivati i web booking e altro cambio epocale della distribuzione sul mercato del no frills totale. La campagna pubblicitaria fu fondamentale per riempire gli aerei.
Il budget speso nei primi due mesi da Stelios fu di oltre un milione di sterline comprando spazi su radio e stampa di vario genere , in particolare quella che più si avvicinava al suo target, il consumer. Quindi non B2B, ma il nuovo modo B2C. Tutto diretto senza passaggi e azzerando i costi delle transazioni dei sistemi di prenotazione tradizionali e le alte commissioni agli agenti di viaggio. Il controllo dei costi diventava così fondamentale in questo tipo di enterprises, rispetto al classico.

Iannou assieme a Ray Webster

A quei tempi non c’erano i personaggi di oggi a guidare easyJet, Stelios si affidò a gente del calibro di Raymond Webster, arrivato dalla lontana Nuova Zelanda dopo aver creato un qualcosa di simile, la Freedomair, un vettore a differenza totalmente controllato da Air New Zealand per aggredire il mercato australiano al di là del Mar di Tasmania su quelle rotte alternative partendo da aeroporti secondari come Hamilton , Palmerston North e altri e atterrare a Gold Coast, ma pure a Sydney o Melbourne. Il tutto sul modello della americana Southwest.

Quello che easygroup non riporta e’ che easyjet a quei tempi era più flessibile e rapida nelle sue mosse. Non l’ingessatura attuale.Webster aveva sempre il piano B, come era nata proprio Freedomair. Non era mai preso alla sprovvista, un vero genio del low cost tanto da comprarsi poi quella aerolinea che British Airways aveva creato in contrapposizione e che si chiamava GoFly. Allo stesso tempo sempre l’estro di Webster ci vide lungo sul fatto di acquisire TEA Basel , prima il 40% già nelle sue mani il 1 marzo 1998 e poi arrivo’ al 49%, il resto nelle mani di altri investitori e cambio nome in easyJet Switzerland tuttora operante per volare da Ginevra, una delle sue basi da sempre più remunerative. Poi più nulla….nessuna acquisizione dopo che Webster lascio’, dieci anni dove il vettore era un antagonista di Ryanair giocando ad armi pari. La storia di oggi e’ ben diversa e anche Stelios ora e’ sotto il 15%. Ci sarà un perché….

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