O’Leary dice al Corriere quando costano meno i biglietti e molto altro. Non i numeri finanziari FY24


Il pretesto e’ stata la querelle sorta a fine della settimana scorsa con la pesante missiva, che ognuno puo’ interpretare come si vuole, tra il CEO di Ryanair Holding Michael O’Leary e Pierluigi Di Palma – Presidente ENAC. Cosi Leonard Berberi , giornalista di Corriere.it e del Corriere della Sera ha intervistato O’Leary, che a differenza di altri quando si tratta di apparire non si tira mai indietro.

L’articolo che riporta l’intervista e’ al link:

https://www.corriere.it/economia/consumi/24_aprile_03/low-cost-in-che-giorni-conviene-volare-mister-ryanair-svela-il-calendario-delle-offerte-f609b936-718a-41f5-b619-5e40bd35dxlk.shtml

verte sia sull’argomento, ma pure sul cercare di conoscere i numeri finanziari prodotti dal vettore per il FY24 chiuso il 31 marzo scorso o quantomeno un’anticipazione dei risultati. Visto che la compagnia ha divulgato nella stessa mattinata di ieri un riassunto sui numeri riguardanti:

  • passeggeri mese di marzo 2024
  • passeggeri mese su mese a 12 mesi
  • load factor
  • passeggeri a consuntivo anno su anno 2023 su 2024
  • load factor medio anno su anno 2023 su 2024.

O’Leary alla domanda su quali fossero i numeri finanziari sull’argomento ha rimandato il tutto alla data del calendario finanziario.

A seguire ha trattato il discorso della lettera inviata al Presidente ENAC.

Poi ha indicato in 44€ il costo medio del biglietto per passeggero e poi si devono aggiungere un 20€ medio di ancillary. Non nega che ci sia chi paga di meno e anche ora ad esempio per una Bologna-Olbia di domenica 7 aprile si puo’ pagare da 14,98€. Oppure come dice O’Leary il martedi e altri giorni, ma non il venerdi puo’ costare all’incirca quella cifra. Sul valore da 44€ e quello di 14,99€ o 19,99€ O’Leary dice che c’e’ chi paga anche 200€. Certamente la differenza di bundle da quello basico a quello flex con opzioni di servizi accessori e prenotazioni auto/assicurazioni/hotels sono quelli che sono le voci che producono quei numeri interessanti per un vettore aereo. I 20€ a persona medi sono ben diversi e piu’ alti rispetto a qualsiasi co-marketing e fanno capire che le entrate geberate da business collaterali al fatto di far muovere un aereo da un piazzale sia sull’average quasi il 50% e oltre il 40% delle entrate da biglietti. Insomma un terzo sul valore globale. Questo, tenuto conto che a differenza degli USA, la Ryanair non guadagna da transazioni bancarie da carta di credito emessa con brand dell’aerolinea. Negli USA il vusiness genera miliardi di dollari vedi Delta e anche Southwest. In Europa siamo piu’ conservatori e non avezzi ad avere piu’ di tanto una carta di credito in mano della compagnia aerea con la quale si vola di piu’.

Continuando dice che la capacita’ crescera’ in media del 10%. Cio’ nonostante che Boeing non gli consegna il numero di aerei pattuiti, che quindi riesce a farli volare di piu’ con i cambi di operativi e scegliendo per gli aeroporti anche una fascia oraria come opzioni di un software che gestisce tutto questo discorso e gli garantisce piu’ produttivita’ e un miglior utilizzo dei suoi aerei. Infatti spesso si vede che gli aerei Ryanair partono prima delle 6 e ritornano dopo la mezzanotte. Cio’ non avveniva in passato.

Quindi dice che il costo del biglietto salira’ di un 10%, ma che puo’ scendere per effetto della massa di posti in piu’ immessa sul mercato. A questo, O’Leary dice che il costo del carburante varia tra 80 e 100$ al barile e’ sempre un grosso numero sulla gestione di un vettore e che influisce gioco forza sui costi dei biglietti per i vettori.

Poi parla sui numeri di febbraio che vedendo alla domanda di Berberi che 10,6 milioni di persone hanno volato nel mese , il 18% mese in piu’ anno su anno e 12% in piu’ sui cinque anni sempre a febbraio sono da attribuire in parte anche a loro.

In un altro passo dell’intervista dice che il market share italiano di Ryanair e’ del 36% e non del 51% come afferma il giornalista sulla base di quello che ha detto il Presidente di ENAC.

Invece sulla proposta di Assaeroporti di passare da 6,5€ a passeggero in partenza con la tassa municipale a 2,5€ per lui quel balzello deve essere tolto.

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