
Icelandair ha trasportato 599 mila passeggeri a luglio 2026, rispetto ai 611 mila dello stesso mese dell’anno precedente, con una diminuzione del 2%. Di questi, il 42% era in viaggio verso l’Islanda, il 19% in partenza dall’Islanda, il 35% erano passeggeri in transito e il 4% ha viaggiato all’interno dell’Islanda.
Solida la domanda
La domanda nei mercati chiave è rimasta solida durante il mese e, a testimonianza dell’attuale strategia di mercato di Icelandair, il numero di passeggeri in viaggio verso l’Islanda è aumentato del 7% su base annua, il numero di passeggeri in partenza dall’Islanda è cresciuto dell’11% e il numero di passeggeri sui voli nazionali è aumentato dell’8%. Allo stesso tempo, il numero di passeggeri in transito è diminuito del 16%.
Più 12% l’RPK
Il rendimento, misurato come ricavo per passeggero-chilometro (RPK), è aumentato del 12% su base annua, raggiungendo 11,32 centesimi di dollaro USA, grazie all’attenzione della Compagnia sui mercati punto-punto a maggiore redditività e a una pianificazione di rete disciplinata. Il fattore di carico ha raggiunto l’88,8%, in aumento rispetto all’88,2% di luglio 2025, e la puntualità è stata del 77,1%. Le ore di volo vendute per i voli charter sono aumentate dell’8%, mentre il trasporto merci, misurato in tonnellate-chilometro, è diminuito del 9%.
Le emissioni di CO2 per tonnellata-chilometro operativo (OTK) sono diminuite del 3% su base annua, a testimonianza dei continui progressi del programma di rinnovamento della flotta, dell’efficienza operativa e dell’elevato tasso di utilizzo degli aeromobili.
Bogi Nils Bogason, Presidente e CEO di Icelandair:
“Luglio è uno dei mesi più intensi dell’anno per Icelandair. Abbiamo trasportato 599.000 passeggeri durante il mese e raggiunto un ottimo tasso di occupazione dell’88,8% con una capacità inferiore del 5% rispetto all’anno scorso. È particolarmente incoraggiante constatare la continua crescita sia del mercato islandese che della nostra rete nazionale, a conferma della domanda sostenuta di viaggi da, per e all’interno dell’Islanda, che si traduce in una solida generazione di ricavi.”