Postacchini: Bologna vuole crescere fino a 15 milioni


Da qualche giorno, oltre alla campagna elettorale già in corso a Bologna di nuovo è scoppiato il caso aeroporto e la giunta ha detto che lo scalo è saturo sulle risposte che deve dare sulla bozza del piano nazionale degli aeroporti che gli enti devono visionare e giudicare. Ma il Presidente dell’aeroporto di Bologna Enrico Postacchini getta acqua sul fuoco e in primis dice che “non vogliamo entrare in campagna elettorale”. Poi rispondendo alle varie domande di un giornalista della cronaca di Bologna di Repubblica ha detto altro. Come che lo scalo vuole crescere fino a 15 milioni di passeggeri.

“Non vogliamo entrare in campagna elettorale” dice Postacchini

Volendo sgomberare da eventuali equivoci Enrico Postacchini alla domanda “Cosa ne pensa? E’ la domada posta dove “Il presidente dell’Aeroporto di Bologna, Enrico Postacchini, interviene per frenare il dibattito scatenato dalle osservazioni del Comune al Piano nazionale aeroporti, con cui giudica già «saturo» . Postacchini replica “Qualunque osservazione sullo sviluppo dell’Aeroporto riguarda la prossima giunta, nel senso che interverranno sul Master Plan 2030-2046 su cui stiamo lavorando. Non su quello attuale al 2030, che è definito e punta a 12 milioni di passeggeri. Noi faremo investimenti per 300 milioni perché dobbiamo sempre guardare avanti e puntare già a 15 milioni di passeggeri. Del resto la Regione aspira ad arrivare a 20: noi ci stiamo attrezzando, cosa stanno facendo gli altri tre aeroporti?».

E’ un aeroporto saturo?

Alla domanda “Siete un aeroporto “saturo”?, risponde “Noi abbiamo una prospettiva di arrivare a 12 milioni di passeggeri in una struttura da 7,5 milioni, saremmo saturi se non facessimo investimenti. Nel prossimo Master Plan al 2046 presenteremo interventi, che sottoporremo allo Stato e agli enti locali, che dovranno dimostrare che questa crescita è sostenibile. Abbiamo aperto una consultazione pubblica per gli sforamenti acustici su Calderara che scade a metà ottobre: ci limitiamo da soli quando lo prevede la legge. Le osservazioni che arrivano oggi sono più di pancia. Comprendiamo il disagio di chi abita vicino all’aeroporto, ma non vogliamo entrare in campagna elettorale».

Poi il giornalista va sul sindaco

“Si riferisce al sindaco? e’ la domanda e lui risponde “Beh… Ma io capisco, del resto non è facile fare da cuscinetto tra i comitati e dover tutelare un’infrastruttura fondamentale per il territorio. Anche Fiera, nuovo stadio o Interporto creano valore e provocano disagi. Ma non si può fermare lo sviluppo della città, se ci sono problemi vanno risolti e ci sono tanti strumenti, che stiamo mettendo in atto».

I Comitati e il rumore

La domanda è “I Comitati si lamentano del rumore. A ruota Postacchini risponde «Il problema c’è in tutto il mondo. Noi facciamo tutto quel che la legge richiede: abbiamo aperto la consultazione pubblica, possiamo variare la concentrazione in alcuni orari, abbiamo insonorizzato alcune scuole e proposto di farlo per le abitazioni. Abbiamo proposte molto articolate, però chi abita sotto alla pista il rumore ce l’avrà sempre: c’è addirittura chi dice spostiamo il Marconi, ma il nuovo Piano nazionale non prevede nuovi aeroporti. Bisogna chiarire se si vuole cavalcare la protesta o risolvere i problemi».

“Siete attaccati”

A questo punto viene chiesto “Vi sentite attaccati? C’è chi chiede di chiudervi alla notti”. La risposta che arriva è: «Ce lo aspettavamo, in campagna elettorale. Dobbiamo difenderci pur essendo un valore per la città: il sindaco di Rimini ha detto che il rumore dei voli è musica per le sue orecchie. Chi non ce l’ha vorrebbe averlo, e chi ce l’ha lo vorrebbe a casa di qualcun altro. Chiudere alla notte significa rinunciare a qualcosa alla sera, come i cargo, e, più grave. ai voli della mattina».

Gli investimenti futuri

La domanda posta è: “Che investimenti fate? La risposta del nr.1 del Marconi «Costruiamo entro il 2030 un nuovo terminal da 30mila metri quadri che raddoppia la superficie attuale. Abbiamo già iniziato i carotaggi e presenteremo presto alla città il progetto. Sono lavori che non si possono fermare, perché previsti dal Master Plan attuale, che è vincolante».

“Al Comune cosa dite”

Al Comune cosa dite? La risposta che viene data «Apprezziamo che venga riconosciuto il ruolo strategico dell’aeroporto, per il beneficio che porta alla comunità e ai 21mila lavoratori dell’indotto, e siamo aperti al dialogo sul prossimo Master Plan. I sindacati hanno una giusta preoccupazione: qualsiasi variazione presuppone scelte spiacevoli, non da parte nostra ma dalle aziende che lavorano al Marconi”.

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