Parma è quasi senza soldi. La città si stringe vicino all’aeroporto. Ma i denari non escono. Sviluppo in bilico

Lo sviluppo è in bilico a Parma. La situazione finanziaria è precaria. L’altro giorno in Comune tutte le forze politiche della città si sono strette vicine all’aeroporto ed alla sua dirigenza. Presenti Guido Della Rosa Prati (Presidente) e Federico Wendler (Direttore Generale) in una commissione consiliare a sostenere lo scalo parmigiano oggi in una difficle situazione che vede già presentata al Ministero la VIA per il futuro sviluppo, ma i soldi mancano e lo stesso Della Rosa Prati dice che ci sono disponibilità ancora per un mese. La ricapitalizzazione non ha prodotto effetti e c’è da ripianare il disavanzo del 2017, nonchè a breve quello del 2018. Il primo (2017) si diceva da quel che si leggeva sulla stampa di oltre 3 milioni di €. Il secondo probabilmente sarà sullo stesso importo, se non maggiore visto il crollo del traffico. Nonoistante che nel mondo il traffico aereo galoppi molto a quanto a crescita.

Parma, che vede il traffico in calo a doppia cifra percentuale. I passeggeri nei primi dieci mesi di quest’anno sono stati 70654 (-53,5%). Le merci sulle quali scommetterà lo scalo sono state 97,6 tonnellate (-50,9%). E, neanche un Kg viene caricato da Etihad Cargo dal mese di luglio come si evince dalle statistiche di Assaeroporti. Con la pesante ristrutturazione proprio di Etihad Cargo, il vettore avrebbe a questo punto sospeso le attività di aviocamionato da Parma. Su questo playter i parmigiani contavano di aprire voli diretti su Abu Dhabi con A330/200F per il suo sviluppo cargo. Accordi erano stati stipulati in tal senso. Su questo tipo di aereo Parma ha sviluppato l’ampliamento dello scalo con un progettato nuovo piazzale con tre posti sosta per questo tipo di aereo.  Peccato che gli aerei in flotta con Etihad Airways Cargo sono stati colpiti dalla mannaia della ristruttiurazione e sono stati messi a terra con un probabile futuro verso la vendita di questi.

Un altro pilastro incerto sullo sviluppo del Giuseppe Verdi è stato il sequestro del costruendo mall nelle aree viciniori all’aeroporto. Già ENAC aveva segnalato la sua non idonea posizione.

Insomma futuro incerto e acque agitate.

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