A Milano si è conclusa la più importante fiera B2B dedicata sistemi a pilotaggio remoto: 40 espositori, circa 100 relatori e quasi 1000 visitatori

il

Droni fattorini, droni agronomi e droni caschetto a protezione delle
forze dell’ordine. L’impiego degli aeromobili a pilotaggio remoto è
ormai realtà in molti settori produttivi e le prospettive future parlano
di una costante e rapida crescita: 7,4 milioni i droni che voleranno nei
cieli europei nel 2035, 125.000 quelli utilizzati a uso commerciale in
Italia al 2028, con tassi di crescita a doppia cifra, del 27% in termini
di ricavi e del 34% nel numero di unità vendute. Dalla sicurezza,
all’agricoltura, passando per l’edilizia, la grande industria e la
logistica, sono infatti sempre più numerosi i settori in cui i droni
vengono o verranno impiegati, con enormi vantaggi in termini di tempo,
costi e sicurezza.

Alla filiera dei sistemi a pilotaggio remoto aerei, acquatici e
terrestri e alle loro applicazioni professionali è stata dedicata
Dronitaly, una fiera B2B, organizzata da Mirumir e ospitata nella
splendida cornice del Palazzo delle Stelline di Milano il 4 e 5 aprile.
La manifestazione, giunta alla quinta edizione e ormai da anni è
l’appuntamento di riferimento del settore, vantando il patrocinio di
Enac, Enav e delle associazioni Aopa, Assorpas e Fiapr e la presenza tra
gli espositori delle più note aziende produttrici, a partire da
Aviewgroup, Skypersonic e 3D Target. 40 espositori con i rappresentati,
circa 100 relatori e quasi 1.000 visitatori hanno popolato la fiera.

Nei classici impieghi negli ambiti di sicurezza, ricerca e salvataggio,
ma anche nel settore delle infrastrutture o dell’attività di
monitoraggio e mappatura, l’utilizzo dei sistemi a pilotaggio remoto sta
offrendo risultati considerevolmente più rapidi, riduzione dei costi e
miglioramento nella raccolta e archiviazione dei dati, rispetto ai
tradizionali sistemi di rilevamento e analisi. Dronitaly è stata
occasione per i principali operatori del settore proprio per
confrontarsi sugli sviluppi offerti dal mercato e sui nuovi scenari
d’impiego dei sistemi a pilotaggio remoto (Apr). La fiera ha dedicato
ampio spazio anche all’approfondimento degli aspetti normativi e
tecnici, a partire dall’U-Space, il quadro di riferimento unico europeo
per l’integrazione dei sistemi UAV nello spazio aereo, che costituirà la
base per promuovere e consolidare la crescita del settore.

L’innovazione nei sistemi SAPR è pressoché illimitata: oltre agli
equipaggiamenti, dalle videocamere, alle termocamere, fino ai sistemi di
ricostruzione 3D, la manifestazione ha voluto spalancare le porte
all’innovazione del futuro, ospitando i giovani studenti e ricercatori
dei Politecnici italiani e lanciando per loro la seconda ‘Call4Papers’.
Una giuria di esperti ha selezionato i sette progetti più originali. La
risposta è stata stupefacente: nei progetti vincitori i droni sorvolano
le scene del crimine, i luoghi colpiti da frane e ghiacciai e coste
italiane, per monitorare l’impatto del cambiamento climatico. Un
ventaglio di applicazioni che dimostra le potenzialità del settore dei
SAPR e fa capire le ragioni della sua costante crescita.

SAPR per la logistica: al 2028 16.000 ‘droni fattorini’ sui cieli
italiani

Droni fattorini, utilizzati per la consegna di piccoli pacchetti: questo
uno degli scenari più suggestivi nell’impiego futuro dei SAPR,
soprattutto nella logistica urbana, che oggi vale il 30% dei flussi
della movimentazione delle merci ed è, grazie all’esplosione
dell’e-commerce, un mercato in continua crescita, con tassi del +10% in
Germania e negli Stati Uniti e addirittura del +300% in India. I
vantaggi dell’utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto per
consegnare le merci in città sono evidenti: riduzione del traffico,
dell’inquinamento, dei costi di personale e del tempo per le consegne.
“L’ipotesi è molto suggestiva: i droni introducono nella logistica il
concetto di un terza dimensione, che fino ad adesso non è stata mai
considerata nella distribuzione urbana delle merci, in cui la grande
competizione è nel  trovare un posto dove lasciare il furgone e
consegnare la merce il più velocemente possibile”, ha spiegato Massimo
Marciani, presidente di Freight Leaders Council, l’associazione che
studia i nuovi trend della logistica e dei trasporti, intervenuto al
convegno ‘U-space, il nuovo scenario europeo per l’integrazione degli
UAV nello spazio aereo’, nell’ambito della manifestazione Dronitaly. Il
futuro in cui sarà un drone a consegnarci la posta, tuttavia, non è
vicino come alcune sperimentazioni ci hanno abituato a pensare. “Se ne
parla probabilmente dall’avvento dei droni sul mercato, Amazon ce li ha
promessi e DHL e altri operatori di calibro mondiale l’hanno seguita.
Tuttavia oggi le applicazioni sono ancora estremamente poche e pressoché
sperimentali, in aree rurali e poco raggiungibili”, ha osservato
Francesco Marsella, partner di Arthur D. Little, la società di
consulenza che ha eseguito e presentato a Dronitaly 2019 un’analisi
sulle prospettive del settore dei droni. Nonostante l’orizzonte
temporale traguardi i prossimi 10 anni, le consegne restano comunque uno
degli sbocchi più interessanti per i sistemi SAPR: l’analisi di D.
Little stima che quelli impiegati nella logistica in Italia al 2028
saranno circa 16.000.

Droni e sicurezza: da Dronitaly il bando da 2,3 milioni per le Polizie
Locali lombarde

Droni che anticipano gli agenti in operazione delicate, valutano la
situazione e permettono agli operatori di intervenire in sicurezza.
Aeromobili che monitorano la qualità dell’aria e riescono a individuare
le discariche abusive. O ancora velivoli usati come deterrente in zone a
particolare incidenza criminale. L’impiego dei sistemi SAPR nelle
attività di controllo del territorio è ormai un classico e chi si
confronta con questi problemi quotidianamente ne è ben consapevole. Per
questo l’assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale della
Regione Lombardia, Riccardo De Corato, che da vicesindaco di Milano
quasi 10 anni fa munì del primo drone la municipale del capoluogo
lombardo, ha deciso di lanciare un bando alle Polizie Locali per dotarsi
di queste nuove tecnologie. Il bando, annunciato in occasione di
Dronitaly 2019, prevede lo stanziamento di 2,3 milioni. “Il drone – ha
spiegato De Corato – dall’alto riesce a fotografare meglio un’area più
estesa di quanto non facessero le telecamere mobili e per questo in
molti casi può sostituire quelle che vengono poste nelle strade e nei
parchi. È uno strumento fondamentale e mi auguro che i sindaci
aderiscano e diano al bando che stiamo pubblicare la giusta importanza”.

Dal terremoto dell’Aquila al Ponte Morandi, come i droni hanno cambiato
la gestione delle emergenze

Sono passati 10 anni dal terremoto che colpì l’Abruzzo, che ha causato
308 vittime. Da allora molto è cambiato nella gestione delle emergenze
da parte dei vigili del fuoco, soprattutto grazie allo sviluppo delle
nuove tecnologie. Lo ha spiegato il direttore vice dirigente Ministero
degli Interni – Vigili del Fuoco di Milano, Edoardo Cavalieri D’Oro, che
a Dronitaly si è confrontato con esperti dell’ARPA, agronomi e
architetti sull’uso dei SAPR per il monitoraggio ambientale e la
prevenzione delle emergenze, purtroppo sempre più frequenti. “Dal
terremoto all’Aquila del 2009 sono cambiati i nostri modelli
organizzativi e la capacità di recepire le novità, i droni e anche i
dati che ci consentono di raccogliere. A dieci anni da allora possiamo
dire di avere un comparto droni sviluppato, di avere unità specializzate
per la tipologia applicata al soccorso, di avere delle unità che
gestiscono i dati che provengono dai satelliti”, ha spiegato Cavalieri
d’Oro. Cambiamenti che si sono già visti in occasione delle maggiori
calamità naturali che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni. “Nel
terremoto di Amatrice nel 2016 – ha spiegato il direttore – l’impiego
dei droni ci ha aiutato moltissimo nell’assessment, nella valutazione
dell’impatto e nel garantire la sicurezza degli operatori sul campo.”
“Il drone può accorciare i tempi o raggiungere aree inaccessibili via
terra. In questo il caso di Rigopiano è emblematico: nelle prime ore
successive all’arrivo della valanga, a causa delle avverse condizioni
meteo, non poteva volare nulla, nemmeno gli elicotteri, i droni invece
ci hanno permesso di poter raccogliere dati”, ha aggiunto Cavalieri
d’Oro, che grazie ha vinto un bando dell’Agenzia Spaziale Europea per
studiare l’impiego di droni e satelliti nella gestione di emergenze in
cui siano rilasciate nell’ambiente sostanze chimiche o radiologiche. Il
direttore ha impiegato i droni anche la scorsa estate, in occasione del
crollo del ponte Morandi. “Utilizzati congiuntamente con la flotta area
tradfizionale, hanno permesso di zoommare punti in cui vi erano carichi
sospesi, pezzi o monconi di ponte, che potevano colpire i nostri
operatori all’atto di tentare di salvare qualcuno”, ha riferito
Cavalieri d’Oro.

Scarica i video della fiera: https://we.tl/t-CuWqMcwnKN

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