Alitalia : la cassa diminuisce, un altra proroga a metà ottobre. I commissari “bisogna fare presto”

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La nuova proroga per Alitalia è ora il 15 ottobre, ma nel mirino è anche la cassa che si assotiglia. Alla fine di agosto erano oltre 360 milioni di € quelli disponibili, oltre da aggiungersi i depositi cautelativi cauzionali. C’è chi scrive come il Corriere che fine novembre/inizo dicembre sarà il periodo che genererà un warning.

Intanto tra Atlantia e Delta air Lines si discute ancora su vari punti. Delta Air Lines aveva strappato a FS e MEF alcune cose sul network e sulla governance, che ad Atlantia non piacciono. E chiede di ridiscuterli. Peserà anche il fatto che è cambiato l’AD di Atlantia dopo l’uscita di Castellucci?

Infatti una fonte del Corriere accenta il fatto che vanno ridiscussi gli equilibri e come sia il network verso gli USA. Atlantia vuole per Alitalia molto di più per aumentare i guadagni che fanno la leva sulle perdite. Più Alitalia incassa e meno perdite vi sono. Quindi la soluzione è avere più punti negli USA di quelli che Delta aveva strappato agli altri due potenziali futuri azionisti. Delta dice che New York e Boston potenziate sono sufficienti, guarda caso due punti importanti del network della compagnia americana sulla East Coast. Atlantia invece vuole altre due destinazioni tra San Francisco, Houston e Atlanta.  Il tutto in questo momento sarebbe sganciato da quelli che erano gli equilibri passati che vedevano Air France essere il vettore che discuteva se i potenziali sviluppi nel passato erano quelli giusti.

Atlantia vuole mettere il naso anche sugli accordi che regolano la JV tra Virgin Atlantic ed Air France KLM con Delta. Tra le altre cose sia Air France KLM e Virgin sono partecipate dal vettore americano. Proprio per dare più peso ad Alitalia nella JV. Attualmente con il nuovo assetto è completamente sganciata rispetto al passato.

Poi c’è il tasto della governance, dove Delta vorrebbe, anzi avrebbe definito che un terszo dei managers di primo livello sarebbe a suo appannaggio come scelta. Il tutto a fronte di una partecipazione del 10%. Questo ad atlantia ed all’ex AD Castellucci non era di piacimento. Visto che Atlantia si prenderebbe il 35%, riterrebbe non equa tra i due soggetti la quantità di manager da scegliere, vista l’esigua partecipazione di Delta e l’investimento di soli 100 milioni.

Altro pomo sarebbe un eventuale ricapitalizzazione, che gli americani non sentono, cioè sarebbero solo FS , MEF ed Atlantia a doverla fare, qualora sarà necessaria. Gli americani non scucirebbero nulla, se non che la compagnia produca già profits.

 

 

 

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