Dopo American, quale sarà il passo di Delta e United sull’Italia?


Una settimana fa, la American Airlines a sorpresa, ma alla fin dei conti ragionevolmente decideva di tagliare tutta l’estate dei collegamenti aerei transatlantici verso l’Italia. Oltre alla penisola, i tagli si faranno sentire in maniera generalizzata, non solo in Europa, ma pure verso altri quadranti geografici mondiali. Il tutto salvo qualche eccezione sui mercati potenzialmente forti. In Europa vedi Londra, Parigi, Francoforte e qualche altro.

Il Covid-19 e come si comporterà il mercato dagli USA verso l’Europa e’ stato il dilemma. Queste le due condizioni principali e non solo, che ha fatto propendere il vettore americano per questa decisione.

Ora a breve, si attende il verdetto di Delta Air Lines e United Airlines. Sia sull’Italia, ma anche oltre il nostro mercato. Ciò, visti i tagli che momentaneamente hanno applicato, un po’ su tutto il network domestico questi due vettori americani. Pesanti i tagli in particolare dall’area di New York su JFK per Delta, ma anche Boston. Per United la zona della Grande Mela significa Newark. Inopinabili le decisioni, perché sono una delle zone più colpite dal Coronavirus.

I due vettori americani hanno in mano le loro novità già annunciate per il mercato italiano, che potrebbero essere in bilico vista la situazione. Delta il lancio fra un mese e mezzo del volo stagionale da Roma Fiumicino a Boston. Oltre alla ripresa dei voli stagionali da Venezia, da Milano per Atlanta e da Roma su Detroit. United invece ha la seconda stagione del Napoli – New York a partire dalla prima decade del prossimo mese e dal 21 anche il nuovo Palermo – New York. Oltre ai voli stagionali da Venezia e Roma.

Il Covid-19 in Europa, ma sopratutto negli USA e’ un macigno. Il traffico tra Italia e USA e’ fortemente sbilanciato da una domanda preponderante da oltre oceano (75/25) per i segmenti leisure sull’Italia e crociere. Oltre al business, sempre che nei prossimi 3 mesi inizi ad ingranare e vi sia in quantità sostenibile per giustificare un volo diretto. Altrimenti i passeggeri verranno inviati via hub dove lavorano le grandi JV come Blue Sky per la prima e Star Alliance la seconda.

Se le cifre diramate ieri da Austrian, che stima come possibili volumi per quest’estate un 25-50% della domanda gestita nel 2019, simili valori per il 2021. Se tutto e’ attendibile, probabilmente nulla di buono vi sarà all’orizzonte. Il lungo raggio ha bisogno di una richiesta certa e altrettanti volumi sicuri. Viaggiatori che paghino bene il biglietto, che acquisteranno per permettere ai vettori di rischiare, senza soccombere sotto una montagna di perdite.

Un altro aspetto da tenere in conto al fine della remunerativita’, quindi se il gioco ne vale la candela e’ quale contingency verrà applicata sulla capacità dei velivoli? L’attuale eventualmente e per quanto tempo? Questo sarà un punto importante. Ad oggi si impone di trasportare il 40% dell’offerta dell’aeromobile come valore massimo. Quanto lieviterà i costi di ogni singolo biglietto per arrivare a break-even con questa situazione? Certo una mano verrà dal fatto che il carburante e’ ai minimi. Meno di 250$ per tonnellata contro i 650 del passato. Ma gli hedging dei maggiori vettori, si aggirano ancora fino al 2021 compreso, su valori di 550/700$ la tonnellata. Non cambia nulla, anzi la questione si fa pesante. Quale orizzonte? E’ meglio attendere? Forse è’ meglio che sia così.

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