VIAGGIO NELL’ITALIA CHE VIAGGIA: IL TURISMO SPIRITUALE PER LA RIPRESA DEL SETTORE 

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Focus sul turismo oggi pomeriggio durante gli Stati Generali convocati dal Governo. Dal Veneto al Friuli Venezia Giulia e alla Toscana Italian Exhibition Group con la sua fiera KOINE’ ha raccolto le voci di un comparto che pone le basi per un nuovo modello responsabile, ispirato ai principi dell’ospitalità e valorizzazione di territori. La centralità di cammini, luoghi di culto e mète della fede per la ripartenza del settore alla XIX International Exhibition of Sacred Arts di Italian Exhibition Group, da domenica 25 a martedì 27 ottobre a Vicenza. 

www.koinexpo.com

#Slow, #sostenibile, #accessibile. È “l‘estate italiana” dei percorsi di fede, dei santuari e degli innumerevoli capolavori d’arte sacra che costellano il Belpaese. Da nord a sud la penisola offre una ricca e varia mappa di luoghi dello spirito particolarmente cari al pellegrino ma anche al turista in cerca di natura, genuinità e raccoglimento. È il turismo spirituale che a Koinè – XIX International Exhibition of Sacred Arts, la manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group (IEG) in fiera a Vicenza dal 25 al 27 ottobre 2020, con il patrocinio della Diocesi di Vicenza e il supporto attivo della Conferenza Episcopale Italiana, trova la prima piattaforma per dialogare con l’intera filiera del sacro dopo il lockdown, in piena sicurezza grazie al progetto #safebusiness (www.iegexpo.it/it/safebusiness) con il quale IEG garantisce ogni fase della manifestazione.

Per i gestori, i tour operator e gli operatori del comparto è l’occasione per incontrare i primi destinatari di un’offerta turistica che, sottolineano, è già orientata ai requisiti imposti dalla pandemia, primo su tutti quello del social distancing, e può dunque contribuire alla ripresa dell’intero settore, indicato tra le cinque filiere da valorizzare nel piano nazionale di riforme “Progettiamo il rilancio” e discusso oggi pomeriggio durante gli Stati Generali convocati dal Governo a Villa Pamphilj.

“L’ambito religioso-spirituale rappresenta una delle forme di turismo sulla quale ci concentreremo nel proporre l’offerta per il futuro – afferma Francesco Palumbo, Direttore di Toscana Promozione Turistica – proprio perché permette di conoscere un territorio in maniera profonda, attraverso una fruibilità sicuramente più consapevole e una modalità sostenibile. Esperienze di vacanze lente, in pieno relax e attività open air sono, ad oggi, alcuni degli indicatori per tornare a viaggiare in Toscana e in Italia. I trend attuali indicano la propensione alle lunghe permanenze ma anche il desiderio di brevi break. Con la riapertura delle frontiere ci aspettiamo prenotazioni dai mercati europei di prossimità”.

“Il turismo religioso e spirituale, in particolare il cammino religioso è diventato già da diversi anni una proposta importante nel nostro territorio perché si è inserita immediatamente in quella visione di turismo slow, a cui la nostra Regione si ispira – spiega Bruno Bertero, Direttore Marketing PromoTurismo Friuli Venezia Giulia -. Il pellegrino/camminatore è un turista molto più esigente, attento, critico ma anche rispettoso, ecologico, educato e sostenibile perché coinvolge la comunità in tutti i suoi aspetti: dalla cultura, alle tradizioni, all’enogastronomia. Può portare un valore aggiunto molto alto soprattutto da un punto di vista sociale e di conseguenza economico”.

Per innescare la ripresa, il settore, alle prese con l’esigenza di adeguare e sanificare edifici storici ricchi di opere di valore artistico da tutelare, garantire il rispetto delle distanze e le norme di sicurezza, punta sulle grandi vie di pellegrinaggio che attraversano lo stivale e sul patrimonio storico, culturale e religioso nazionale da valorizzare. Ma anche su una comunicazione incentrata sulla fiducia per trasmettere un messaggio di sicurezza e professionalità e sull’integrazione delle tecnologie digitali che durante il lockdown ha subito un’accelerazione.

“Stiamo lavorando sul digitale con la cura necessaria perché la rete diventi una risorsa di comunione e di condivisione” – spiega Alberto Porro, responsabile Marketing Edizioni Terra Santa che in Koinè vede “una vetrina molto importante e un’occasione di incontro diretto con i parroci e con i responsabili della comunicazione in parrocchia” cui ha messo a disposizione, grazie all’iniziativa Solidarietà Digitale, una app per mantenere un contatto diretto con le comunità cristiane e avvicinarle alla Terra Santa.

Da dove ripartire, dunque? Da proposte nazionali da raggiungere a piedi o con il pullman, cammini della durata di 5 e 8 giorni e quattro ore giornaliere, pranzi al sacco e collaborazione con le strutture ricettive per il trasporto degli effetti personali tra un albergo e l’altro secondo Don Raimondo Sinibaldi, direttore della Fondazione Homo Viator San Teobaldo che promuove cammini e itinerari spirituali come quello della “Romea Strata” che dal Baltico giunge a Roma. “Dobbiamo sfruttare questo periodo, la spinta delle istituzioni verso il turismo nazionale – afferma – giocando d’anticipo con proposte convincenti, come le collaborazioni importanti che sono state attivate: si pensi al cammino del Minor Santiago di Pistoia e alla collaborazione tra la città toscana e Santiago de Compostela. Molte realtà all’estero sono ancora ferme e non sembrano in procinto di riattivarsi” – aggiunge, auspicando che “Koiné possa dare fiducia” a tutte le realtà nazionali e non.

“Molte cose dovranno cambiare quindi è importante adesso buttare le basi per un turismo responsabile e sostenibile per il futuro” – chiosa Bertero, evidenziando l’importanza di una visione condivisa da tutto il comparto e l’esperienza di PromoTurismo FVG nel coinvolgere gli operatori del territorio attraverso la progettazione partecipata o realtà internazionali quali UNWTO, ISTO, ENAT, oltre all’adesione al percorso avviato dalla CEI con le Regioni e gli stakeholders per la creazione di un nuovo modello di “cammino italiano”. Punto di riferimento internazionale del settore dal 1989, KOINÈ 2020 si presenta dunque come un momento importante per favorire nuovamente l’incontro tra le persone e lanciare un messaggio: “ripartire, insieme, verso un nuovo modello di turismo religioso, spirituale ancora più vero e più responsabile”.

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