Italia Trasporto Aereo va dal piano A a quello B se servirà

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Si restringerebbe la nuova ITA – Italia Trasporto Aereo, se passerà dal piano A, rivelato prima di Natale a quello B apparso su un paio di giornali. Non e’ una nuova revisione, ma bensì quello di scorta con lo scenario peggiorativo o forse anche migliorativo, dipende come sarà il futuro nei prossimi 5 anni.

Le riduzioni sarebbero sulla flotta, che quest’anno da 52 aerei scendono a 47, che con i chiari di luna attuali sono pure tanti. a meno che non si vogliano perdere valanghe di soldi. Nel 2022 da 86 a 67, nel 2023 da 103 a 94, nel 2024 da 208 a 98 e per finire nel 2025 da 110 a 99.

Ma questo piano B, sarebbe quello che va al risparmio nel caso che la ripresa sia più lenta di quanto ci si aspetterà’. Il CEO Fabio Maria Lazzerini aveva detto che il piano industriale presentato alla stampa nei cinque anni, poteva essere uno strumento flessibile. Cioè c’è’ pianificazione, ma all’italiana maniera ci si adatta e si cambia in corso d’opera.

Il Sole 24 Ore dice che ha consultato il nuovo piano B, il quale doveva rimanere riservato.

Nel piano B sarebbero contenute tutte le azioni di ritardo all’implementazione del network. In pratica, ciò che dovrebbe essere riattivato il prossimo anno, lo sarà negli anni a venire, compreso ad esempio le rotte per il 2025, che passeranno eventualmente a quello successivo. Il tutto, perché onestamente ancora del domani e del dopodomani non c’è certezza. Lo stesso piano B non e’ solo al ribasso, ma e’ anche al rialzo, cioè ha scenari anticipati, qualora il futuro si dimostrerà più roseo di quello attuale.

I numeri della forza lavoro vedono una forbice di 3/500 unità a seconda degli anni. Essi vanno letti evidentemente nel come sarà l’andamento. Ovvero favorevole o sfavorevole, oppure on track.

Sulle società controllate, oramai note che saranno due: Handling e manutenzione.

Per quella di Handling, si presume l’intervento di un partner esterni nel giro di 2/3 anni. Per ora lounge chiuse nell’anno corrente. Salvo riaperture solo a Roma e Milano Linate.

La maintenance dovrà fornire attività a prezzi di mercato a Alitalia. Ma pare che sarà molto light, in quanto quella heavy sarà esternalizzata, come pure quella degli accessori . Anche qui pare l’intervento di partner esterni nella partecipazione della gestione. Evidentemente, non si vuole premere troppo sull’acceleratore, perché in tempi brevi per passare ad una heavy maintenance ci vogliono tempo e investimenti oltre a corpose risorse. Le scelte sbagliate dei primi anni del nuovo secolo hanno lasciato questi strascichi.

Sul piano commerciale si va verso la partnership per i prossimi anni. Nessun vettore con i chiari di Luna attuali e i soldi ricevuti dai propri Governi, può fare acquisizioni di altre compagnie aeree. Prima si dovranno leccare le ferite e poi forse un domani fra quattro o cinque anni si potrà ragionare su questo. Infatti il piano dice che nel 2025 e’ possibile lo scenario che qualcuno possa entrare. Si guarda nel breve alla continuazione dei code share con Delta ed a seguire con Air France – KLM. Per quanto riguarda Lufthansa sarà come le dinamiche di svilupperanno con i partner in SkyTeam.

Sul capitolo capitalizzazioni, lTA vedrà aumenti di capitali nei prossimi anni. Dai 20 milioni di € attuali si passerà nel 2021 a 809. Poi altri 288 nel 2022, quindi nel 2023 per 510. In totale saranno 1607. Il resto per arrivare a 3 miliardi di € saranno sotto altre forme

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