Con o senza Alitalia per ITA costerà almeno mezzo miliardo di € in 5 anni per mancati incassi e extra investimenti

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Bruxelles, e cioè la commissione UE, vuole che ITA non venga ammessa alla gara per gli asset della odierna Alitalia. Così scrive Leonard Berberi su Corriere.it al link:

https://www-corriere-it.cdn.ampproject.org/c/s/www.corriere.it/economia/aziende/21_aprile_11/alitalia-senza-marchio-newco-rischia-perdere-500-milioni-euro-203d7398-9a1e-11eb-b5ec-e2a937afbc0d_amp.html

In una lettera, che ITA – Italia Trasporto Aereo ha inviato a Bruxelles, sono stati indicati gli extra costi per la nuova società. Essa dovrebbe sopportarli per entrare sul mercato, con un brand assolutamente sconosciuto, dandole una posizione di svantaggio sul mercato. Questi costi sarebbero nell’ordine in almeno mezzo miliardo di € in 5 anni.

ITA evidenzia, che senza il brand Alitalia, per il quale vuole partecipare alla gara del marchio, il tutto in effetti negativi consisterebbe in questi punti:

  • Minori incassi nei primi due anni per 250-300 milioni. Ma potrebbero essere anche di più, perché la nuova linea aerea e’ oggi assolutamente un nulla a comparazione con Lufthansa, Air France-KLM, Iberia e British Airways. Aggiungendovi ovviamente le americane sui mercati dove c’è’ competizione.
  • extra commissioni da riconoscere a tour operator, agenzie di viaggi, OLTA, aggregatori per preferirla sulla clientela a dispetto dei blasonati competitor.
  • altri 60-80 milioni di € a seguire per pubblicità aggiuntiva sui mercati serviti perché il B2B e B2C riconosca ITA, quale il vettore che ha preso il posto di Alitalia.
  • si aggiungono ovviamente, livree, interni, divise, cartellonistica e quant’altro deve essere cambiato negli aerei e a terra.
  • i costi pubblicitari aggiuntivi sono quantificabili in un 2% in più e cioè 100-120 milioni di € in 2/3 anni.

Quello che vuole imporre Bruxelles, e’ che ITA non sia ammessa a partecipare sul brand e connessi. Il tutto e’ stimato in 145 milioni di €. Una presa di posizione definibile come discriminatoria, perché di fatto non le permette di andar a giocare a armi pari, bensì pesantemente penalizzata.

La prossima settimana vedrà sviluppi sul dossier dal punto di vista delle trattative. Le proposte italiane verranno trasmesse oggi e da domani ci sarà la verifica da parte della commissione. Come emerge da un altro articolo che Mario Draghi, oltre ad averlo manifestato nella conferenza stampa, pare che abbia già mosso passi formali con la presidente della commissione UE Ursula Von der Leyen. La questione andrà quindi su altri binari, quelli dell’alta politica.

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