AIGAB su Banca dati affitti brevi: bene ma controlli e sanzioni

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Turismo-affitti brevi, AIGAB-Associazione Italiana Affitti Brevi su via libera Ministro del Turismo a decreto per istituire Banca Dati Strutture Ricettive: “Grazie al Ministro ma mantenga dialogo con gli operatori perché c’è ancora molto da fare. Provvedimento atteso ma misurare non basta: servono controlli e sanzioni


Ringraziamo il Ministro Garavaglia e attendiamo che il decreto venga pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo il vaglio della Corte dei Conti per leggere nel dettaglio le misure predisposte. Nel frattempo possiamo però esprimere cauta soddisfazione perchè finalmente è stato dato seguito, come abbiamo chiesto in ogni nostra interlocuzione con il Ministero del Turismo, ad una misura annunciata due anni fa e mai resa operativa”.

Così in una nota Marco Celani, Presidente AIGAB-Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi costituita un anno fa su impulso degli AD delle principali aziende italiane che operano sul mercato del turismo professionale in appartamento, tra cui Altido con Davide Ravalli, CleanBnB con Francesco Zorgno, Italianway, Wonderful Italy con Michele Ridolfo,  Sweetguest con Rocco Lomazzi ed Italianway con lo stesso Celani, commenta la firma da parte del Ministro Garavaglia del decreto ministeriale che disciplina la banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati agli affitti brevi.

Ora è importante – continua Celani nella nota – che il Ministro Garavaglia mantenga aperto il dialogo con gli operatori del settore in modo da rendere semplice ed economico comunicare i dati senza eccessivi aggravi per gli utenti e anche perché c’è ancora molto da fare. Avendo tutti i dati a disposizione le autorità, a patto di predisporre gli adeguati controlli, saranno in grado di porre fine al sommerso e alla concorrenza sleale di chi non paga le tasse. 
Misurare il fenomeno e averne finalmente contezza
 – conclude Celani – è infatti solo un primo passo ma non basta. Quel che occorre è controllare e sanzionare eventuali abusi per consentire agli operatori legali di lavorare in un regime di vera concorrenza”. 

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