Catania+Comiso – Il sistema aeroportuale Hub del Mediterraneo  

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Resoconto  

Si è svolto stamattina, nell’Aula magna del Monastero dei Benedettini di Catania, il convegno “Catania+Comiso – Il sistema aeroportuale Hub del Mediterraneo – Traguardo dopo traguardo”, organizzato da SAC, Società di gestione dell’Aeroporto di Catania.

I lavori, moderati dal giornalista de La Sicilia Mario Barresi, hanno visto succedersi gli interventi dei maggiori esponenti del mondo aeroportuale nazionale, chiamati a fare il punto su un comparto fondamentale per l’economia e lo sviluppo del Paese e in particolare del Mezzogiorno d’Italia. Con uno sguardo particolare sul presente e, soprattutto, sul futuro degli aeroporti di Catania e di Comiso, infrastrutture strategiche per il territorio siciliano.

Dopo un breve saluto da parte del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, l’apertura dei lavori è stata affidata al padrone di casa, il rettore Francesco Priolo. “Unict in questi anni ha investito sempre di più sul rapporto con il territorio e lo abbiamo visto in piena pandemia. Adesso dobbiamo ripartire e la formazione riveste un ruolo fondamentale per i nostri giovani al fine di evitare “fughe di cervelli”. E il trend di questi ultimi due anni lo dimostra, proprio nell’anno accademico 2021-2022 abbiamo registrato un +11 per cento di immatricolati ponendoci come secondo ateneo in Italia in questa graduatoria. Ma adesso dobbiamo raccogliere e vincere una nuova sfida per sostenere la mobilità grazie all’ innovazione e alla ricerca sfruttando i fondi del Pnrr. Unict, con i suoi dipartimenti di Ingegneria, sta investendo in questo ambito fornendo con diversi progetti di ricerca soluzioni per la mitigazione dei rischi relativi alla cenere dell’Etna che in più occasioni ha portato alla chiusura degli scali di Catania e anche Comiso” – ha detto.

Anche il sindaco di Catania facente funzioni, Roberto Bonaccorsi, ha sottolineato la necessità che le istituzioni collaborino per lo sviluppo del territorio. “La sinergia tra un Comune e il suo aeroporto è fondamentale, per lo sviluppo del territorio, per l’economia e per la ricaduta occupazionale. Il Comune di Catania, fin dal nostro insediamento, si è sempre trovato al fianco della SAC in tutte le sfide che gli scenari storici ci hanno messo davanti.  E i risultati si vedono: basti pensare a tutti i progetti di intermodalità che sono già stati realizzati e che vedranno la luce nei prossimi anni, grazie alla collaborazione proficua tra noi e il management di SAC con il quale condividiamo amicizia e stima reciproca” – ha evidenziato.

Una dimostrazione di collaborazione in chiave di sviluppo è la fusione delle società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, come evidenziato da Maria Rita Schembari, sindaca del comune ibleo. “Oggi si delineano i contorni di un’infrastruttura che servirà un bacino molto grande e con grandissime prospettive, non solo per quel che riguarda il volume del traffico passeggeri che vede l’aeroporto di Catania tra i primi in Italia, ma anche per la presenza di una grande struttura complementare che, con un’unica società di gestione, potrà sfruttare un prezioso patrimonio che sta attorno l’aeroporto di Comiso, anche verso altre direttrici, sempre con il sostegno dell’amministrazione regionale” – ha dichiarato.

L’importanza di un’unica società di gestione per il sistema aeroportuale del SudEst è ciò su cui ha posto l’accento anche il presidente della SAC, Sandro Gambuzza, “È il coronamento di un percorso partito prima della pandemia e che approda a destinazione. La fusione per incorporazione di due società non è un fatto puramente amministrativo: sono due progetti che confluiscono in uno unico, molto ambizioso e sicuramente più ampio e di prospettiva. E permetterà di affrontare meglio le sfide che attendono il settore, legate alla ripresa del traffico ma anche allo sviluppo, che deve essere sostenibile e coerente con i cardini della transizione ecologica, energetica, digitale e anche economica”. ha detto. 

Il presidente della Soaco, la Società di gestione dell’Aeroporto di Comiso, Giuseppe Mistretta, ha chiuso la prima fase dei lavori. “Oggi non parliamo del progetto di integrazione di due società, ma del progetto di integrazione di due territori. Siamo convinti di poter realizzare una vera e propria porta di ingresso al sud-est, che è già tra le aree più ricche della Sicilia e che potrà realizzare ulteriori, ambiziosi obiettivi. Siamo orgogliosi della rapidità con cui stiamo riuscendo a realizzare questo delicato processo, grazie alla collaborazione e alla convergenza di tante persone, in particolare tutto il cda di Sac e di Soaco e naturalmente l’Amministrazione comunale di Comiso, che ringrazio” – ha affermato. 

Gli interventi “tecnici” sono stati aperti dal direttore generale di ENAC, Alessio Quaranta, con un intervento dal titolo “La ripresa del trasporto aereo nel post-pandemia”. “L’esperienza del sistema aeroportuale integrato, che si sta portando avanti a Catania e Comiso, è la strada che si deve tracciare per tutti i territori. Se noi, con gli aeroporti  italiani del mediterraneo, vogliamo competere in termini internazionali, con i grandi hub di Istanbul e Madrid, per esempio, dobbiamo necessariamente ampliare i nostri orizzonti e unire le forze per offrire più servizi e più spazi. Noi lavoriamo per questo, perché i sistemi aeroportuali diventino, ovunque, realtà nei prossimi 20 anni. Catania e Comiso stanno tracciando la strada maestra, devono essere esempio virtuoso sia per la Sicilia occidentale che per la Sardegna e a seguire anche per altre realtà territoriali” – ha detto. 

Al direttore delle infrastrutture di SAC, Giancarlo Guarrera, è stato affidato il compito di illustrare il piano di sviluppo aeroportuale con un intervento dal titolo “L’aeroporto di Catania e il suo piano di sviluppo”. “Abbiamo fatto un breve viaggio nella storia remota e recente che ha contraddistinto lo sviluppo infrastrutturale del sistema aeroportuale civile al servizio della Sicilia orientale, sul presente e sulla progettualità sin qui compiuta per avanzare verso un futuro prossimo all’insegna dell’arte sostenibilità, con un piano si sviluppo al 2030 recentemente riaggiornato, assumendo come criteri guida: costruire sul costruito; l’ottimizzazione dell’assetto funzionale ed il contenimento delle esigenze di nuove aree airside e la deimpermeabilizzazione dei suoli. Tutto questo, nella piena consapevolezza della debolezza di cui oggi soffre il nostro sistema aeroportuale, richiede uno sforzo da parte di tutti i portatori d’interesse, dalle istituzioni, a noi addetti ai lavori e, non ultimo, a quei passeggeri chiamati a tollerare le interferenze che le cantierizzazioni verranno a determinare” – ha dichiarato. 

Qui il link per accedere al video proiettato in sala: https://youtu.be/_1XgywOqa64

Di “regole del gioco” ha parlato Fausto Palombelli, presidente di Assoclearance. “È fondamentale, dopo i due anni terribili appena conclusi, tornare a parlare di sviluppo. Il comparto aereo ha sofferto moltissimo per la pandemia, e proprio in questo momento così complicato, il ruolo di Assoclearance, che stabilisce le cosiddette “regole del gioco” nel campo degli slot e quindi delle bande orarie di decolli e atterraggi, assume particolare importanza. Siamo al fianco degli aeroporti nell’ottimizzazione dei flussi, li assistiamo nelle attività quotidiane di aviation, e siamo sempre attivi per il miglioramento delle performance degli scali” – ha sottolineato. 

Sul valore centrale degli aeroporti per il turismo e per i territori si è soffermato Carlo Borgomeopresidente di Assaeroporti, con un intervento intitolato: “Aeroporti: indispensabili infrastrutture per lo sviluppo”. “Catania ha un grande aeroporto come dimostrano i volumi di traffico in costante crescita. Questo successo deve spingere alla riscoperta del valore degli scali aeroportuali per i territori e, soprattutto, per il turismo di cui il nostro Paese vive insieme agli scambi internazionali. Molte delle opportunità di crescita economica e sociale dell’Italia sono da attribuire al comparto aereo. Inoltre, quando si parla di politiche di sviluppo per il Sud e in particolare di politiche infrastrutturali, oltre alla ovvia considerazione per il servizio ferroviario, bisogna guardare con maggiore attenzione al trasporto aereo, anche tenendo conto della necessità di rafforzare le connessioni interne all’area” – ha detto. 

L’amministratore delegato della Soaco, Rosario Dibennardo, ha aperto la fase delle conclusioni. “Parlare della fusione tra gli aeroporti di Catania e di Comiso per noi vuol dire parlare dell’ambizioso progetto di fondazione del grande Hub del Mediterraneo, come già da tempo abbiamo cominciato a definirlo. L’apertura nel 2013 dello scalo di Comiso, ha accompagnato il boom dell’arrivo di centinaia di migliaia di viaggiatori nell’area degli iblei e ha avuto un grande effetto sull’indotto. Questo ha determinato una progressiva specializzazione del nostro aeroporto in chiave turistica. Queste specificità devono ora essere integrate in una logica di sistema con l’aeroporto di Catania e siamo convinti che sarà un sistema vincente, capace di determinare uno sviluppo non solo in termini di numero di passeggeri ma soprattutto a livello di sistema economico”. 

Degli sforzi profusi per affrontare – e superare – la pandemia, che ha interrotto bruscamente un periodo di crescita ma anche degli enormi passi avanti fatti e delle prospettive future, ha parlato l’amministratore delegato della SAC, Nico Torrisi. “Nel 2020, durante i primi, difficilissimi mesi di pandemia, quando viaggiare era praticamente impossibile, gli aerei erano fermi a terra e nessuno sapeva se, come e quando il settore sarebbe potuto ripartire, le organizzazioni nazionali dedicate all’aviazione commerciale e non, in tutto il mondo, hanno iniziato a condividere sui social-media post e storie con l’hashtag “We are aviation”: Noi siamo l’aviazione. Era, ovviamente, un modo per farsi coraggio, per tenere vivo l’orgoglio, per mantenersi uniti in quello che era allora l’unico modo per farlo –la comunicazione- ma devo ammettere che quel messaggio mi è rimasto impresso, e penso spesso, ancora oggi, al suo vero, profondo e duraturo significato. Cosa vuol dire, oggi, per noi, in questo 2022 così ancora drammatico, “Noi siamo l’aviazione”? Significa unire. Paesi, popoli, città, anche solo aeroporti. Ovviamente quanto successo con la pandemia da Covid-19 era qualcosa di inimmaginabile ed è stata una sfida incredibile che nessuno di noi avrebbe mai pensato di dover affrontare.  Ma siamo andati avanti e lo abbiamo fatto con determinazione. Ringrazio tutti i lavoratori di SAC, SAC service e Soaco per aver resistito e per i grandi sacrifici. Ne siamo venuti fuori, anche grazie al governo e ai fondi di ristoro che finalmente sono arrivati. Dobbiamo andare avanti con la stessa determinazione. Perché in Sicilia, poter prendere un aereo spesso vuol dire riuscire a curarsi, riuscire a raggiungere l’ospedale giusto, riuscire a mantenere la famiglia. E allora ecco che torna, “We are aviation”. Nel 2016, quando sono diventato amministratore delegato, ho trovato un aeroporto con 7 milioni di passeggeri e a fine del 2019 eravamo arrivati a 10 milioni. Con una ricaduta sul territorio enorme: si calcola che per ogni milione di passeggeri in più si creino nell’indotto mille posti di lavoro. Abbiamo assunto centinaia di persone, abbiamo aperto negozi, portato marchi internazionali ed economia. Realizzato parcheggi, attratto compagnie aeree. Un lavoro collettivo per cui ringrazio tutti, anche i componenti del cda e i soci che ci hanno consentito di lavorare con serenità e libertà” – ha dichiarato.

Un settore, quello aeroportuale, in cui la sicurezza è parola d’ordine. Come evidenziato da Francesca Isgròpresidente Enav. “Le donne e gli uomini dell’Enav, del cui lavoro vado sinceramente orgogliosa, svolgono il proprio compito senza proclami, chiusi nelle loro torri, o nei centri di controllo radar. Tutti partecipano al raggiungimento della nostra missione strategica, garantire la sicurezza del cielo del nostro Paese. Su Catania abbiamo investito tanto e continueremo ad investire avendo come obiettivo la sicurezza e la sostenibilità. In particolare mi fa piacere ricordare che il Gruppo ENAV a Catania assicura la funzionalità di una delle due stazioni di EGNOS, il sistema geostazionario europeo di navigazione” – ha sottolineato.

La chiusura dei lavori è stata affidata a Pier Lugi Di Palma, presidente ENAC.  “Nel 1995, a Catania, si contavano 2 milioni di passeggeri. Nico Torrisi, nel 2019 ha permesso a questo scalo fondamentale per il territorio di toccare il traguardo –mai raggiunto prima in Sicilia- dei 10 milioni di passeggeri, aumentandoli al ritmo di un milione all’anno. E speriamo possa portarli anche oltre, negli anni a venire. Questi numeri, lungi dall’essere solo –appunto- numeri su carta, portano benessere, sviluppo, crescita, lavoro, opportunità per i nostri giovani di rimanere in Sicilia: secondo le stime, ogni milione di passeggeri in più vengono creati mille posti di lavoro nell’indotto. 

Perché l’economia di uno scalo è l’economia del suo territorio: di questo dobbiamo parlare, questo è il sistema aeroportuale.  Oggi parliamo di “Hub del Mediterraneo”, guardando al sistema Catania-Comiso, ben sapendo che la struttura aeroportuale deve innanzitutto saper attrarre traffico, in un percorso virtuoso di qualità e di servizi. Nel piano di sviluppo che oggi l’aeroporto di Catania sta presentando a tutti, c’è la visione qualitativa di un vero Hub che sa e vuole farsi centro di sviluppo, di crescita economica e occupazionale” – ha concluso. 

Nella foto: da sin. Palombelli, Borgomeo, Quaranta, Isgrò, Di Palma, Torrisi, Dibennardo.

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