Intervistiamo Michael O’Leary – CEO Ryanair Group – prima parte


Qualche settimana fa abbiamo incontrato Michael O’Leary durante un incontro con la stampa e ci ha accordato un intervista. Non c’è’ ombra di dubbio che sia un navigato leader del trasporto aereo internazionale e si potrebbe osare di dire ancora di più. Michael O’Leary – CEO di Ryanair Group e’ il leader del lowcost europeo. MOL, come molti lo apostrofano, non ha sbagliato praticamente nulla sin dai tempi che Tony Ryan affido’ a lui un piccolo vettore operante nei collegamenti regionali irlandesi , poi qualche volo charter con BAC One Eleven con i colori Ryanair e Ryanair Europe, preludio per diventare in seguito il numero uno dei voli a basso costo.
Ryanair oggi ha oltre 500 aerei, più di un centinaio dei 210 B737-8200 ordinati devono ancora arrivare. Se tra quest’anno e il 2023 il target e’ di trasportare 165 milioni di passeggeri, nei prossimi anni vuole arrivare a 225 milioni.
I suoi punti di vista sono sempre attuali e lucidi, chiari e puntuali sulla  situazione del trasporto aereo in Europa.
In Italia la compagnia aerea supera il 50% nella quota di mercato, il 10% e’ nelle mani di ITA e sul 10% o poco meno sono easyjet e Wizz. Quest’ultima e’ in forte crescita negli ultimi 24 mesi, anche se sta pagando molti errori di sviluppo precoce, facendolo a scapito di easyjet e Volotea.
Ryanair muoveva 46 milioni di passeggeri, e vuole passare a quasi 60 per l’esercizio finanziario attuale. Fra qualche anno vuole raggiungere Il risultato di 80 milioni.
Due chiacchiere con O’Leary sono sempre un ottimo confronto per avere in mano il polso della situazione aggiornato al momento.

Sig. O’Leary , iniziamo dalle tasse , un suo cruccio in ogni dove o quasi, ultimamente altri Governi ne hanno introdotte tante, ognuno la sua, come le definisce?

Sono assurde e tutte tendono a difendere L’aerolinea di casa. A Bruxelles una tassa ecologica e’ solo per chi parte e non per chi transiterà. Quindi difende Brussels Airlines. A Budapest e’ una tassa iniqua che non serve a niente. Solo a bloccare sviluppo del traffico e turismo. Pure Atene la stessa cosa e come a Bruxelles abbiamo chiuso la base. Se le condizioni ci saranno la riapriremo. A Malta c’è ne sarà un altra a breve.

Nei  Paesi Bassi l’attuale tassa da 8,95% sarà innalzata a tre volte tanto, a chi darà  beneficio?

Si, e’ un balzello “ecologico” per difendere KLM a Amsterdam. Infatti si applicano in partenza, ma non in transito dove e’ il core business del vettore olandese. Più che triplicare le tasse e’ ingiusto. E’ applicata anche a Eindhoven o Rotterdam, ma in realtà e’ solo per chi opera da Schipol sul punto a punto.

Cosa chiede e dite al nuovo Governo Italiano?

Quattro cose. Anche se in Italia i governi cambiamo frequentemente. Noi siamo la più grande compagnia aerea in Italia. Che deve levare quell’addizionale comunale che invece serve a pagare altro. Non seguire l’introduzione di tasse ambientali che fanno solo male al trasporto aereo e di non vendere ITA Airways a Certares / Air France-KLM e cederla invece a MSC/Lufthansa.

Perché? 

Air France-KLM hanno già avuto esperienze in precedenza in Alitalia e il loro interesse e’ di trasportare passeggeri a Parigi e Amsterdam. Eppoi perché non e’ gestita bene. Lufthansa ha fatto un buon lavoro con Brussels Airlines, Swiss e Austrian e chissà mai che non guardi un domani a Wizz. Lufthansa sarebbe il partner giusto perché ITA Airways e’ piccola e sul mercato italiano ci ha permesso di crescere. 

Siete cresciuti in market share in Italia? 

Noi siamo aumentati in percentuale, ma anche nel numero di passeggeri. Abbiamo messo altri 25 aerei e ora siamo a 90. In Italia abbiamo più del 40% e se Alitalia aveva il 20% ora con ITA Airways che passa da più di 100 aerei a 60 e’  scesa al 10%.

Quale e’ il vostro futuro target?

Arrivare a 80 milioni di passeggeri nei prossimi anni. Anche se vogliono limitare Ciampino dove operiamo per altri interessi. Roma Fiumicino e’ grande, ma  è complicato e costoso. Andiamo bene a Milano Malpensa e Bergamo. Il primo ha visto crescere easyjet e Wizz , ora cresciamo noi. A Bergamo aggiungiamo queste cinque nuove rotte per Newcastle , Baden Baden , Madeira , Francoforte e Lodz. Nulla questa volta da Milano Malpensa,  ma tra i due aeroporti abbiamo 28 aerei basati e diamo lavoro a oltre 3000 persone dirette.

Poi ci stiamo allargando a Torino con la nuova base con due aerei aperta l’anno scorso e aggiungiamo il quarto aereo a Venezia dall’inverno. Abbiamo aperto in aprile di quest’anno.

Ci saranno scioperi a breve? 

Abbiamo buoni rapporti con i sindacati dei piloti e degli assistenti di volo e anche nel prossimo del 1 ottobre non ci saranno voli cancellati. Le sigle  di queste astensioni sono piccole e con pochi partecipanti.

Volerete da Linate?

No in assoluto e’ troppo costoso. Non siamo interessati.

Siete ancora in trattative con Bologna per il rinnovo?

Si le trattative vanno avanti, non abbiamo ancora siglato l’accordo, ma crediamo di chiuderlo a breve. Abbiamo aperto a Forlì nel frattempo. 

Come e’ andata l’estate in Italia.

Molto bene, l’andamento e’ stato ottimo, il 25% in più di passeggeri e rispetto al 2019 avevano a disposizione 25 aerei in più. Ma non e’ il mercato che e’ andato meglio, perché la Spagna e’ stata la prima per l’offerta turistica più variegata per tutte le tasche. L’Italia ha il tallone d’Achille in un hotellerie   inferiore e parimenti più cara.

Come e’ il rapporto con il nuovo Primo ministro britannico?

Certamente andrà meglio che con Boris Johnson. Il Regno Unito ha avuto un incompetente alla guida che tra Brexit e altre scelte  ha creato solo problemi a tutti i livelli della Nazione. E’ un paese che si e’ chiuso e che quindi i numeri sono scesi. Per Ryanair e’ uno dei primi tre mercati. Manca quel movimento di occupazione che arrivava dall’Europa per lavorare e studiare  e quindi non solo il turismo e gli affari.

Anche in questi giorni ci sono stati scioperi dei controllori del traffico aereo in Francia. Che problemi hanno creato?

Si e’ un vero problema che ci crea tanti danni a noi sulla regolarità degli operativi. Gli scioperi in Francia non affliggono solo i voli da è per quegli aeroporti, ma pure quelli in sorvolo che devono fare più strada per arrivare dal punto di partenza a quello di arrivo.

Ma quanto vi costa?

Tanto e su due piedi e’ difficile calcolare i costi. Certamente oltre 400 aerei sono stati quelli tra cancellati e ritardati coinvolgendo migliaia di persone. Non parliamo poi degli extra costi di carburante per aver percorso più miglia nell’allungamento dei voli per evitare lo spazio aereo francese. 

La seconda parte sarà pubblicata domani alle 7.

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