Parma alla disperata ricerca di soldi per sopravvivere

I 4,5 milioni di € versati da Meinl Bank all’inizio dell’anno erano evidentemente la disperata via per salvare capra e cavoli ed allontanare lo spettro della chiusura dell’aeroporto di Parma. Quando il 28 giugno scorso è stato approvato il bilancio 2017 con una perdita di circa 3 milioni di € di perdite è stato prorogato al 31 luglio il termine per sottoscrivere l’aumento di capitale. Mentre resta valida la scadenza del 31 ottobre per rilevare le quote inoptate da parte di soci terzi. Da ta ultima per l’aumento di capitale. Sempre che vi siano soggetti interessati.

L’obiettivo è quello di scongiurare la chiusura e vanificare un piano industriale che porterebbe l’aeroporto ad una vocazione cargo. Anche se quella che doveva essere l’aerolinea di riferimento e cioè Etihad ha dismesso metà della flotta cargo, ridotto il suo network e quindi l’ipotesi Parma potrebbe essere una seria incognita negativa.

Intanto a Parma si litiga tra la costruzione del mall dell’area ex Salvarani e l’aeroporto. Le opposizioni sono schierate contro il sindaco. Si cita anche che “Enac non ha mai espresso alcun parere o approvazione sul presunto centro commerciale per gli aspetti riferibili al quinto comma dell’art. 707 del Codice della Navigazione (piani di rischio)”.

 

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