Come eravamo: JetX, il primo vettore ad aprire base Forlì. Fu un fiasco, duro’ pochi mesi


La prima avventura di un vettore con base a Forlì, fu ad opera di JetX. L’unica a farlo, oltre a Windjet un lustro dopo. La tanto sospirata di Ryanair, mai si avverò’.

JetX era un vettore con COA islandese. A quei tempi, la deregulation permetteva già di esercire voli all’interno di un altro paese europeo, con piena esercenza di diritti di traffico.

Il progetto e’ della fine del 2003. La base era a Forlì, step iniziale con due aerei per arrivare poi a cinque negli anni successivi. L’idea era costituire un vettore budget, con fulcro sull’aeroporto romagnolo, per articolare un network importante di destinazioni nazionali ed internazionali. Già al primo step, furono aggiunti punti di partenza italiani come: Pisa e Trieste.

I capitali di questa aerolinea erano islandesi e svedesi. Ma ci fu un supporto economico a livello di co-marketing da parte dell’aeroporto romagnolo, per sviluppare questa iniziativa.

Da Forlì nell’estate 2004 furono utilizzati due MD80, di due serie differenti in nolo da SAS. Il primo TF-JXA era un MD83. Sulla fusoliera c’era la livrea del vettore, i titoli “Emilia-Romagna – Italia”. In coda il logo utilizzato per la promozione regionale sui mercati turisti della Regione in giallo. Quindi TF-JXB, un -82, nella coda una farfalla stilizzata in un logo disegnato da Tonino Guerra, i titoli Emilia Romagna in argento su un mare blu.

Il network era composto da voli in partenza da Forlì su Olbia, Parigi CDG, Atene e Zante. Da Pisa verso Parigi CDG e Atene. Come pure da Trieste per Atene. A fare da buon veicolo di lancio, in quell’anno vi furono le Olimpiadi ad Atene. A queste, dovevano seguire varie altre con i prossimi aerei da aggiungere alla flotta.

La scelta di tre delle quattro destinazioni, fu dettata da un supporto di alcuni operatori locali. Essi su Olbia e Zante avevano confezionato pacchetti turistici, utilizzando i posti che avevano bloccato sui voli. Parigi CDG veniva in parte destinata ad un traffico mix mode tra turistico in uscita e pure previsto in entrata per le spiagge. Ma ben poco, se non nulla si vide. Il brand sconosciuto e la tardiva azione sul mercato leisure francese, queste furono le ragioni del mancato riscontro positivo.

I risultati delle vendite furono disastrosi, buoni coefficienti di riempimento si avverarono solo in agosto. Ma ciò, era troppo poco per mantenere in piedi un vettore su base di dodici mesi. Le vendite erano gestire dal sistema di vendita online sul sito del vettore http://www.jetx.it . L’aeroporto di Forlì aveva una sua piattaforma, che utilizzava per questo tipo di attività, Flyonline.it . Sebbene fossero state fatte azioni di marketing mirate sul territorio e nel trade, i risultati furono insoddisfacenti. FlyOnline e Promozione e Turismo, tutte legate all’aeroporto di Forli avevano la commercializzazione esclusiva del vettore. I velivoli erano molto capienti e quanto altrettanto difficili da riempire.

A settembre, praticamente tutto si era sgonfiato, i velivoli passavano molto più tempo a terra, che in cielo. A differenza, di quello che fu previsto solo qualche mese prima. Nello stesso mese, fu fatta a sorpresa una conferenza stampa a Bologna, dove il vettore decise di basare un aereo da novembre. L’idea era operare i voli nazionali su Brindisi e Reggio Calabria. Quindi Amburgo e Berlino sull’internazionale. Immediatamente, un aereo fu inviato a Reggio Calabria per le opportune attività di qualifica degli equipaggi, stanti le limitazioni operative esistenti sullo scalo reggino.

Ma questi voli da Bologna non partirono mai. Non per mancanza di passeggeri, anzi nonostante fossero previsto in bassa stagione, i riempimenti previsti erano ben superiori di quelli globalmente avuti su Forlì durante l’estate. Bensì, per ragioni di diatribe commerciali insorte successivamente all’annuncio effettuato a Bologna.Senza la via di sopravvivenza tentata su uno scalo più performante a livello commerciale, come quello di Bologna, ben poco rimase alla JetX come carte da giocare da Forlì. L’orario invernale messo in vendita con l’altro aereo, alla fine non fu mai operato per l’insufficiente numero di biglietti emessi. Di lì al termine dell’inverno tutto svanì. Gli aerei partirono e furono impiegati in operazioni di volo ben più redditizie sui mercati scandinavi.

Rimase però uno strascico di una vertenza tra le parti. Infatti, molti anni dopo portò alla conclusione del lodo giudiziale con un indennizzo concesso a favore della JetX. La società Promozione e Turismo – ovvero SEAF e Comune di Forlì dovettero pagare oltre un milione di €, a titolo di compensazioni. Cosi come riporta Romagnaoggi.it nel 2008:

https://www.google.it/amp/amp.romagnaoggi.it/cronaca/forli-aeroporto-nuova-tegola-da-1-1-milioni-di-euro.html

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.