Alitalia e’ uscita dalla Joint Venture con Delta – Air France e KLM. In futuro solo code shares

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E’ finita per Alitalia l’avventura con Delta Air Lines. Oltre ad Air France – KLM nella Joint Venture Atlantica. Nei giorni scorsi – come scrive Leonard Berberi sul Corriere.it – sono scaduti i termini dell’estensione dell’immunità antitrust americana su questo accordo, senza trovarne un altro. I sei mesi di proroga si fino rivelati infruttuosi per una concatenazione di fattori. L’uscita del vettore italiano era già stata sancita il 31/12/2019.

Il Covid-19 ha rallentato molte cose, oltre all’incertezza nella situazione di Alitalia. L’immunità non ha visto la stipula di una prosecuzione dell’accordo globale che condivideva i guadagni ed i costi sulle rotte sul Nord Atlantico. In assoluto e’ tutt’ora il mercato con la percentuale più alta di introiti per molti vettori, ed in particolare per Delta e Alitalia. Per quest’ultima in particolare.

Oltre alla suddivisione dei costi e guadagni su investimenti, la JV era la possibilità di accesso globale ai due network. Da un lato in Europa a quello di Alitalia, dall’altro quello di Delta negli USA. Qui una miriade di piccole destinazioni via i maggiori hub garantivano un rifornimento importante e costante L di passeggeri, che si traducevano in volumi. E soldi.

Ma che succederà’ ora’? Anziché un’alleanza globale, per Delta cambia poco, visto che con Air France – KLM e Virgin Atlantic, ha effettiva la nuova Blue Sky. Si passa quindi ai code shares. Che cosa cambia? Semplicemente da un alleanza globale, dove totalmente ti dava accesso a n-punti, ora gli accordi sono sulla base di rotta per rotta. Non ci sarà più una condivisione di guadagni e contro perdite, ma il pagamento dell’effettivo occupato sul volo dell’altro vettore, oppure del numero di sedili bloccati su ogni volo. Ciò’, dipende da come si sono accordati i due attori. In questo caso c’è’ meno vincolo tra i due, ma è’ minore l’impatto sui volumi, perché solo rotte definite saranno interessate e non un meccanismo di automazione, che porta all’accesso a tutta la globalità del network dell’altro vettore senza limiti. Anche se nell’articolo di Berberi, uno spiraglio viene lasciato aperto all’accesso in futuro, come membro associato dell’alleanza Blue Sky.

Alitalia continuerà’ ad avere un rapporto con Delta, come lo aveva prima che la JV fosse stipulata. Un accordo che negli ultimi anni sembrava molto sbilanciato a favore degli americani, su certe royalties per passeggero trasportato. Infatti negli accordi, si dovevano corrispondere all’altro partner delle percentuali sull’incassato, più alte se si voleva estendere il network su punti di arrivo non definiti a suo tempo, oppure nei colloqui tra i due vettori in corso d’opera. Queste percentuali erano anche a doppia cifra, vedi per i collegamenti al di fuori degli hub del vettore americano, un esempio e’ stata l’apertura di Washington, oppure la prevista su San Francisco, che difficilmente si avvererà quest’anno.

Il Covid-19 non ha cambiato solamente uno scenario, che vedeva l’uscita di Alitalia dalla JV senza proroghe. Ha gettato delle ombre sulla nuova alleanza Blue Sky, questo per due fattori. Il primo e’ quale situazione si crei con una Virgin Atlantic in sofferenza. Questa e’ alle prese con un futuro incerto, e’ alla disperata ricerca di liquidità per mantenere la testa fuori dall’acqua. Sta cercando di non essere inghiottita tra le sabbie mobili della recessione ed eccesso di capacità dei prossimi due/tre anni, con un assoluta incertezza per i volumi di possibili passeggeri che saliranno sugli aerei. Oltre al taglio di flotta e staff, in più una sinergia con i partner partita con ritardo rispetto ai tempi stabiliti.La seconda e’ quale futuro per Air France e KLM? I mal di pancia tra Roissy e Amstelveen saranno sopiti, o specie dalla parte olandese si acuiranno? Negli ultimi giorni in Olanda il barometro non e’ sul bello e stabile, bensì sulla tempesta.

Il futuro, dalle parole di Berberi, potrebbe vedere il ritorno di un accordo tra Alitalia e Air France – KLM. Cosa sembra ben vista dalla parte francese, molto meno dalla parte olandese. Il tutto, come già anzidetto se nella parte franco-olandese ci sia un accordo su questo e nei loro rapporti interni.

Sulle cifre – Berberi riporta – che fa un documento emesso da poco dal DOT americano, tra USA e Italia, Delta più Alitalia avevano il 40% del traffico con un paritetico 20-20. A New York chi arrivava dall’Italia aveva un accesso all’80% del network del vettore americano.

L’articolo e’ a questo link:

https://www.google.it/amp/s/www.corriere.it/economia/aziende/20_maggio_22/alitalia-fuori-patto-transatlantico-delta-air-france-klm-f7c425e2-9bc7-11ea-b206-e08ec5340715_amp.html

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