Trasporto aereo : Brunini gela Repubblica con le sue risposte

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Ieri c’è stata l’anticipazione su Repubblica di un intervista a Armando Brunini, di quanto poi stamani Ettore Livini ha completato il suo report “Cieli Neri” sullo speciale economico del lunedì “Affari e Finanza”.

Alle domande del giornalista del quotidiano, Brunini – CEO e DG SEA Aeroporti di Milano – ha risposto con gelide considerazioni sul trasporto aereo attuale riguardantI Milano e il globale. Forse, un presagio o messaggio a quelle che potranno essere le prospettive dei due aeroporti lombardi.

Ha iniziato dando alcuni numeri con Milano Malpensa e Linate. I due scali hanno registrato un -64% nel mese di agosto e peggiorato al -71% per il mese successivo di settembre. Se in agosto i viaggi sono maggiormente per vacanza e poco affari. Il mese dopo si nota la mancanza della ripartenza del business travel, accentuata da una presenza ancora importante di leisure, data dagli strascichi del Covid-19. Infatti in molti hanno fatto vacanza ancora in settembre.

Sempre più freddo, quando ha toccato il tasto dei voli intercontinentali. Ha preso in esempio New York (ma sarebbe possibile allargarlo alle altre destinazioni) dove l’anno scorso si volava con il 75/80% di load factor su oltre quaranta voli settimanali. Invece, quest’anno sono solo tre alla settimana e al 15%. Il resto e’ solo cargo da quanto siamo a conoscenza.

Poi, afferma che i voli a lungo raggio saranno di meno come sempre pochi saranno i viaggiatori d’affari, azzarda a dire che ci sarà più leisure a corta distanza. Ergo, i volumi di revenue per i Vettori saranno più bassi. Meno voli a lungo raggio, significa un crollo del business travel che sostiene il lungo raggio da sempre con la sua più alta redittivita’.

Continua sul piano occupazionale dicendo che il numero di dipendenti odierni non si replicherà mai più nel futuro.

Ha detto di aver scritto ai responsabili dei dicasteri competenti, per suggerire di mettere in atto azioni con le principali aree economiche del pianeta (USA, Russia, Cina , Golfo e Turchia) per accelerare le aperture, abbassamento della quarantena, test covid-19 prima dell’imbarco.

Dice, che i numeri nel 2024 saranno gli stessi del 2019. Altra gelida considerazione.
Insomma per Armando Brunini c’è’ poca trippa per gatti.

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