KLM guarda al domani sicura che il suo modello e’ vincente

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Pieter Elbers – President & CEO di KLM – ha descritto i possibili scenari del futuro in un intervista concessa a Eurocontrol Aviation Hardtalk lo scorso 15 ottobre.
Per il nr. 1 del vettore olandese partner di Air France, lo scenario appena vissuto dopo il Covid-19 era paragonabile a quello del trasporto aereo nel1933. Per fortuna dopo e’ leggermente cambiato, ma i numeri della produzione sono ancora incredibilmente bassi dice Elbers. Dal suo modo di esporlo, Chi scrive lo conosce personalmente, e’ assolutamente vero, oppure ancor più negativo

Guardando al futuro, non e’ uno scenario che mostra un cielo sgombro da nubi nere. Anzi, tutt’altro ammette che dopo il blocco dei voli di marzo e aprile, ci si aspettava una ripresa graduale. Invece, queste settimane mostrano una regressione, sebbene la compagnia aerea olandese ha voluto riprendere tutto il network di scali serviti, ma non al pieno della totale operatività. L’importante era dare la certezza che la compagnia aerea era di nuovo ritornata sul mercato per servire i propri clienti. Ovviamente con un offerta più calibrata sul presente, cioè se ante covid c’erano 7 voli al giorno, oggi ne avrebbe offerto al massimo uno/due.

Nel suo pragmatismo fiammingo Elbers, punta il dito sui governi che debbono garantire le misure per permettere gli spostamenti e non le limitazioni, che rendono impossibili le programmazione certa dei vettori. Ma il futuro, non lo nasconde, afferma con convinzione che ci sarà una ripresa, ma a sobbalzi, ovvero con crescite e decrescite.

Un grafico mostra che il 13 aprile, KLM ha operato solo 27 voli (-96%). Praticamente tutti voli di rimpatrio. Poi da maggio, giugno e luglio ha inserito una programmazione a tre step che ha permesso il recupero di quasi tutto il network. In agosto un altro blocco di destinazioni furono aperte. Gettando le basi per un aumento dell’offerta sulle rotte tra l’autunno e l’inverno. Il 4 settembre ha operato 514 voli (-33%), ma già il baratro era nelle certezze dei manager dell’aerolinea olandese. Sebbene avevano raggiunto il recupero record dei 2/3 dell’operativo e la totalità delle destinazioni, a seguire sono iniziati i tagli su frequenze e scali. Oltre a quella crescita prevista nei mesi a seguire. Il 14 ottobre, la KLM ha operato solo il 51% dei voli rispetto al 67% di quaranta giorni prima con soli 386 voli.

Nonostante tutto, Elbers ha voluto rimarcare nel messaggio al mercato, che la compagnia aerea esiste. Il tutto con le dovute proporzioni, ma continuando a fare di Schipol il perno del traffico diretto in Olanda e specie quelli in connessione. “Sappiamo che Billund non potrà mai essere collegata direttamente a uno scalo similare negli USA come Little Rock nell’Arkansas, e quindi noi diamo la possibilità di arrivarci via Schipol, grazie al partner Delta”. Oltre alla magica integrazione dei network con Air France, in aggiunta a Amsterdam, quello di Parigi. “Il fantastico posizionamento di questi due aeroporti sono l’asso nella manica” dice il nr.1 olandese.

Elbers difende il modello hub and spoke, in particolare con l’uso di aerei regionali che possono raggiungere i più piccoli scali europei e connetterli sul medio e lungo raggio via Amsterdam. Per questo con orgoglio sfoggia il fatto di avere la più grande flotta di aerei regional Embraer. Il totale sono una cinquantina tra Embraer 175 e 190. Il mix di un vettore regional come KLM City Hopper con KLM e’ il successo di tutto del passato e del futuro.

Sul tema scottante di quando ritornerà tutto come prima, ha chiaramente fatto capire che le previsioni si fanno, ma potrebbero esserci cambi in corso d’opera. Al momento crede che lo sarà tra il 2023 e il 2024. Anche se la certezza totale non e’ completamente sicura.

Non si cura più di tanto dei vettori low cost e budget, proprio perché e’ certo di continuare la mission, che KLM ha sempre fatto e cioè trasportare gente da A a B via Schipol o Parigi.

Ha parlato pure di tutta la merce, che KLM sta trasportando dalla Cina per far affluire materiale di protezione di vario tipo necessario per la sfida contro il Covid-19, non solo per i Paesi Bassi, ma pure per altri paesi. KLM ha operato già oltre 100 voli, e proprio sul 100esimo, Pieter Elbers ha voluto effettuare la rotazione completa Amsterdam – Shanghai – Amsterdam, a bordo di uno dei tre Boeing 747-406M Combi ancora in servizio, sembra fino a fine mese.

Elbers sul futuro chiede, che vi siano condizioni di stabilità come un vaccino, la possibilità di effettuare test rapidi e che i governi abbiano un pensiero comune e non creino barriere alla mobilità come accade ora. “Ci servono basi concrete e solide sotto i nostri piedi, per continuare a camminare verso il domani. Vaccini e test rapidi sono condizioni importanti”.

Poi sposta il dito sulla necessità di avere un unico spazio aerei in Europa che prevarichi i confini nazionali. Questo porterebbe a riduzioni di tempi, costi e inquinamento con minor CO2 sui cieli europei. “I governi hanno investito miliardi di € per sostenere le economie dei propri paesi, mantenendo in vita i propri vettori, dovrebbero farlo anche in questo tema del cielo unico”.

Sulla tecnologia spinge verso l’innovazione sui carburanti, non solo i biofuel , sintetici o idrogeno. In particolare per il primo non vede, che vi sia la possibilità di produrne in quantità elevate. Non parla di elettrico come propulsione. Già in precedenza ai 100 anni di KLM, giusto un anno fa, si era mostrato scettico sulla reale disponibilità di simili aerei nei tempi di almeno 10 anni da ora, rispetto a quanto dichiarato da chi li propone. Oltre alla loro autonomia, specie per quelli a lungo raggio. KLM ha un network importante e spinto sulle lunghe distanze, ciò per il vettore olandese e’ un elemento fondamentale.
KLM investe sulla tecnologia come l’esempio del Flying V in sviluppo dal TU Delft, che aiuti i costruttori a pensare verso nuove soluzioni. Un po’ come gli investimenti interni alla compagnia per razionalizzare i processi e portare a guadagno sulla gestione del vettore.

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