L’Italia e’ un paese difficile per il decollo di una compagnia aerea?


Ieri, pacatamente sul Corriere.it, e’ apparso il primo articolo del 2021 di Leonard Berberi. Ha trattato un argomento molto semplice, ma altrettanto complesso. Cioè’, il perché l’Italia sia un terreno difficile per permettere a un vettore aereo che esso possa volare in profitto. Ovviamente l’osservata di turno e’ Alitalia o la nuova che a breve spiccherà il volo.

L’articolo e’ a questo link:

https://www.corriere.it/economia/aziende/cards/dal-pil-geografia-ecco-10-ostacoli-che-bloccano-decollo-alitalia/quota-rilevante-europa.shtml?fbclid=IwAR3yr6M_w74nAi5eIX5uYU-5oSu6r8x_wLzPNSp7wqP-DN_2fRhz975jGxA

Ci trova d’accordo, perché questo paese e’ da molto tempo in difficoltà, un mix di tutto sta favorendo questo stato di cose.
Partendo dal fatto che:

  • un PIL pro capite non comparabile a vari paesi dell’area centrale europea,
  • i troppi aeroporti,
  • le politiche di accaparramento senza quartiere dei vettori da parte di molti scali,
  • la mancanza di politiche di protezione alla stregua di quanto accade in Germania, Olanda e Francia,
  • la percentuale inferiore di traffico business a bordo degli aerei, che viene venduta sul territorio nazionale, rispetto ai paesi frugali,
  • l’esiguo numero di transiti sugli aeroporti italiani, specie quelli maggiori,
  • lo sbilanciamento di stagionalità nei flussi nell’anno a confronto della regolarità esistente dai competitors europei

Non entriamo nel dualismo Milano – Roma, oppure il troppo spazio lasciato ai low cost. Il risultato finale e’ che fare Aviation in un paese assolutamente che parte perdente nella partita contro gli omologhi europei, questo e’ un dato di fatto.
Ecco perché concordiamo totalmente con i contenuti di questo articolo. Numeri e fatti ben noti nella industry, che purtroppo non possono essere cambiati. A partire dal fattore che i biglietti sui segmenti più importanti, quello d’affari, vedono uno sbilancio di valori tragicamente a sfavore per l’Italia. Visto il fatto che le aerolinee si sostentano trasportando uomini d’affari, o almeno era così fino alla pandemia. E non masse di economiche poco spendenti e poco tendenti. Nel domani il tutto, in particolare la parte premium e’ ancora un punto interrogativo.
E’ ovvio che chi incassa due o tre volte in poi partendo da Londra o Amsterdam, rispetto a Milano o Roma. La regola che il sommare uno più uno debba fare sempre due e non 1,5 e’ in assoluto da tenere a mente.

Nell’articolo vengono riportati prese di posizione internazionali , che confermano la possibilità di poter investire su un nuovo vettore in Italia. Ma ci chiediamo, cosa deve essere cambiato al fine che questo possa accadere? La cosa pare non di semplice risoluzione.

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