Norse Atlantic volera’ da Oslo verso gli USA su tre aeroporti secondari

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Norse Atlantic Airways ha scelto la via di collegare alcuni aeroporti secondari, anziché i grossi hub americani per le sue prossime operazioni transatlantiche. Due di questi, tra l’altro, non hanno mai avuto voli a lungo raggio diretti sull’Europa. Nella richiesta presentata al US DOT nella giornata di lunedì scorso compaiono infatti: Ontario, Stewart e Fort Lauderdale. La stessa domanda di ottenere i diritti per volare e’ stata presentata alle autorità’ aeronautiche norvegesi.

Ontario International e’ un aeroporto situato nell’area di Los Angeles, a qualche decina di miglia a est di LAX International, il maggior scalo della metropoli ed e’ stato preferito anche a Long Beach.

Stewart International e’ un aeroporto nella valle del fiume Hudson a 60 miglia di distanza da Manhattan. Islip forse e’ stato definito scomodo e Newark oramai von troppo traffico e costoso.

Fort Lauderdale / Hollywood e’ nell’area della SoFla in Florida a 30 miglia a nord dall’aeroporto di Miami International.

Le tre destinazioni negli USA saranno servite dalla primavera 2022 con voli diretti su Oslo con frequenza plurisettimanali. Analogamente pare che anche Parigi CDG e Londra Gatwick saranno i gateway di partenza per voli diretti verso questi tre scali americani, ma le specifiche richieste al US DOT non sono state ancora avanzate.

La notizia esce da dichiarazioni rilasciate alla stampa locale della costa ovest statunitense da un funzionario dell’area di Los Angeles, Alan D. Wapner – Ontario City Councilman che dice ”e’ più facile trovare spazio per Norse Atlantic a Ontario anziche’ a LAX International”. Lo definisce più attrattivo e meno congestionato l’aeroporto della sua citta’, utilizzato da molti vettori americani sia low cost, budget e tradizionali. Ma non e’ la sola, perche’ aggiunge che China Airlines volera’ su Taipei e Avianca su El Salvador.

Esce cosi allo scoperto il nuovo modello di Norse Atlantic Airways, si a voli a lungo raggio low cost, ma verso aeroporti assolutamente secondari come Ontario e Stewart. Questo a dispetto di Norwegian Airlines, che utilizzava maggiormente quelli principali. Solo in almeno un caso il vettore dei ”red nose warriors” utilizzava scali secondari quale fu Oakland nella Bay Area. Meno congestionati e piu’ attrattivi per un vettore, che cerca forse minori costi operativi, anzi con la certezza di ottenere diritti di atterraggio meno costosi oppure addirittura assenti per il primo periodo di avvio dei voli. All’opposto di Norwegian insomma. Sicuramente Ontario e Stewart nell’offrire nel bouquet dei propri collegamenti, quelli verso l’Europa con un operatore europeo mostreranno quell’indulgenza per mostrarsi alla scena aeronautica oltreconfine come un punto di partenza alternativo rispetto ai classici scali serviti fino ad ora dai grossi vettori.

Norse Atlantic Airways, dovra’ attendere la concessione di questo diritti e la messa in vendita dei voli, fino a che non vedra’ la ricezione dell’AOC da parte delle autorita’ norvegesi. Le quali stanno effettuando il programma di verifiche tese al suo rilascio. Gia’ negli USA, l’amministrazione Biden non si era dimostrata tenera nei mesi scorsi, in varie occasioni ci sono stati segnali negativi circa un futuro diniego alla concessione dei diritti di atterraggio nell’Unione. Forse gli accordi per l’assunzione di personale statunitense come assistenti di volo, avuti con la maggiore associazione di categoria, potrebbero aver smorzato il problema. Anche perche’ oltre all’AOC norvegese, la societa’ dovra’ riceverne uno inglese per le operazioni su Gatwick, vista l’uscita del Regno Unito dall’EU, pure qui l’accordo con BALPA e’ stato strategico.

I voli saranno punto a punto con Boeing 787-9 Dreamliner a due classi. Norse Atlantic Airways non prevede al momento di avere un network di alimentazione, diversamente da quello che aveva Norwegian, la quale disponeva di entrambi. A questo punto, per Oslo, vedremo se il vettore low cost a lungo raggio andra’ avanti per conto proprio, oppure stringerà eventuali accordi di partnership, mai dire mai con Norwegian?

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