Regione Lombardia: convegno sullo sviluppo dell’aeroporto di Brescia – Montichiari nel contesto del sistema aeroportuale del nord-est


Questa mattina dalle 9:15 alle 12 passate si è parlato dell’aeroporto di Brescia – Montichiari in un convegno nella sala del Consiglio Regionale della Lombardia.

Dopo l’apertura della Presidente della V Commissione Consiliare Territorio e Infrastrutture Claudia Carzeri, si sono succeduti di sette Assessori della Regione Lombardia in successione:

Guido Guidesi

Fabio Rolfi

Pietro Foroni

Claudia Maria Terzi

Raffaele Cattaneo

Davide Caparini

Alessandro Mattinzoli

poi:

Guido Galperti – Presidente Provincia di Brescia

Monica Scarpa – AD Gruppo SAVE SpA

A seguire dei rappresentanti di associazioni di categorie economiche di diversa natura.

Gli interventi nel limite dei sette minuti hanno riferito in senso generale dello scalo e delle sue potenzialità. Si parla di un milione di passeggeri nel 2030 e mezzo milione di tonnellate di cargo. Oggi è almeno un decimo.

L’intervento dell’AD di Gruppo SAVE SpA è stato meno generico, un po’ prolisso, ma d’altro canto era giusto che la materia fosse trattata con dovizia di particolari per sgombrare il campo da ogni equivoco.

La Scarpa ha detto che l’attuale stato dello sviluppo dello scalo è legato all’approvazione della VIA tutt’ora in itinere e non lo sarà prima del 2023, con la prospettiva più felice di riuscire ad avviare le cantierizzazioni in quell’anno oppure al più tardi.

Sempre Monica Scarpa ha parlato delle problematiche avute con il tentativo di effettuare modifiche allo stao attuale senza riuscire a sortire nessun effetto e il dover dovuto cambiare il layout del terminal passeggeri per i 3/4 a cargo per far fronte alla domanda del mercato in attesa, che i piani di sviluppo siano totalmente approvati.

Ha parlato anche del fatto che con SEA Aeroporti di milano ci sia una buona sintonia sul fattore di come sdoganare velocemente la merce, alla pari di molti paesi europei ben più rapidi.

Di SEA non ne ha parlato altrettanto bene sul fatto della competizione a suon di sconti che esiste a livello commerciale nel procacciamento di nuovo traffico. Molti contatti con potenziali nuovi clienti si sono interrotti perchè dall’altra parte giungeva un offerta commerciale più favorevole.

Sul piano del traffico passeggeri, come sollecitato da chi opera in campo turistico sul lago di Garda, ha fatto diversamente notare lo stato di fatto del mercato. Il quale è in ripresa , ma che si scontra con l’indisponibilità d capacità e velivoli. oltre al fatto che un attività risicata a Brescia si sontrerebbe con modelli più efficentati presenti in scali vicini.

Ha segnalato che non è facile fare business a Brescia dove con il poco traffico esistenete in termini di movimenti orari, rispetto a numeri come in altri viciniori. Si segnala che chi vive vicino si allarma solamente se un aereo è impegnato durante il giorno a fare attività istruzionale, così come è accaduto poco tempo fa.

Per ora secondo – Monica Scarpa – il mercato di questo scalo è quello del cargo courier, general cargo, e-commerce oppure aviocamionato. Anche il traffico businessjet non pare possa generare unitariamente quelle rendite , che altri segmenti oggi producono.

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