Tim Clark (Emirates) chiede a Airbus un nuovo superjumbo che sostituisca l’A380. Il nuovo aereo nascerà?

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Che cosa avranno pensato Airbus o Anche Boeing della richiesta di costruire un sostituto dell’A380 avanzata da Tim Clark di Emirates?

Clark ne ha parlato con Airbus. Ma le aziende sono molto conservative e probabilmente molto attente in investimenti che le imbarchino in avventure difficilmente gestibili al primo grande problema mondiale come lo e’ stato la pandemia, dalla quale non ne siamo ancora completamente usciti.

Il mercato sta ritornando prepotentemente e Emirates su Londra, già da tempo vola su Heathrow, da quasi un anno con sei A380 tutti i giorni. Tutti pieni dice Clark. Sempre che la recessione che molti pronosticano e pare si veda in arrivo dal calo delle prenotazioni già visibili oggi da settembre in poi.

C’è’ il partito favorevole a un aereo a grande capacità e chi dice come le aziende che il mercato maggiormente chiede aerei di dimensioni più ridotte rispetto a A380, A340, B747 e B777-300ER.



Clark e’ preoccupato dei ritardi dei nuovi aerei come il B777-9X, nel frattempo ha in arrivo i B787-9 che per fortuna ha visto dopo più di un anno la ripresa delle consegne e degli A350. Questi ultimi con la spada di Damocle che abbiano standard qualitativi accettabili e non simili ai 21 aerei fermati a terra da Qatar Airways. Clark e’ dello stesso pensiero di Akbar Al Baker.

Clark ha ora 80 A380 volanti dei 114 e crede che ci possa essere spazio per i nuovi quadrigetto a grande capacità con tecnologie nuove in termini di uso di materiali compositi e super leggeri capaci di consegnare al mercato un prodotto che generi visto più bassi rispetto agli attuali.

Il suo pensiero deriva dal fatto che segue la tecnologia e il suo costante miglioramento tecnologico. Ovviamente un costruttore di aerei vomisce quali siano le implicazioni normative, i costi di sviluppo, progettazione e industrializzazione di un nuovo prodotto con annessi quali siano i tempi per realizzarlo. Il tutto più o meno perché non e’ un concerto che si replica matematicamente, perché con le nuove tecnologie di e’ già da tempo abituati al fatto che i tempi si allunghino per varie ragioni. Ecco, forse lo scetticismo che giungessi costruttori di aerei impegnati a far quadrare i conti del tutto. Ma poi sopratutto a dover mettere a punto un qualcosa che attiri il gradimento di altri soggetti (aerolinee) per far trovare questi conti.

Intanto a breve Clark avrà 70 dei 114 quadrigetto con a bordo anche la premium economy che abbasserà l’offerta da 514 a 484 posti.

Clark cerca di gettare acqua sul fuoco sull’impossibilità o d’attività di produrre un nuovo aereo fine quando fece installare le due docce delle SPA di bordo ddll’A380. Airbus era scettica e la compagnia aerea produsse il progetto di fattibilità della modifica tecnica per dotare l’aereo di questo plus che fino a quel momento era presente solo nelle lounge a terra.

Clark cerca il sostituto di un aereo che dopo la metà del 2030 dovrà essere rimpiazzato. Clark crede che vi sarà domanda perché ciò accada vista la situazione vista in queste settimane. Non e’ solo preoccupato di non avere un prodotto che possa adeguatamente sostituirlo, ma che anche gli aeroporti siamo adeguati ad accogliere il traffico del domani. Cita due esempi alla stampa come la situazione di Heathrow che non avrà’ la terza pista e Amsterdam con il traffico contingentato.

Clark dice che tutto questo e’ possibile, il tutto grazie alle nuove tecnologie che rapidamente entrano nella vita di tutti i giorni. Materiali più leggeri, motori di nuova concezione. L’unione di questi fattori fanno di che per Clark un possibile rimpiazzo dell’A380 sia futuribile e sopratutto attuabile. In no particolare il motore con un fa aperto potrebbe dare almeno un 20% in meno di rumore e emissioni inquinate e consumi d che potrebbe essere provato su un A380 come aereo test. A seguire potrebbero essere adottati da aerei a corridoio singolo.

Clark dice che l’A380 non ha mai avuto un seguito di persone che in massa lo abbiano apprezzato. Di qui il fatto delle titubanze a realizzarne un sostituito. Infatti non e’ certo è sicuro che vi siano aerolinee pronte a sostenere un progetto del genere. Guardano ad altro, oppure non ci credono.

Clark quindi trova situazioni ostative sia nell’industria del trasporto aereo e in quella aeronautica. Anche se vi sono esperti che confermano le tesi del driver di Emirates. Lui prevede che la crescita continuerà fino a tutta la prossima estate. Sarà vero? Specie con l’inflazione che tuttora galoppa?

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