
L’inverno e’ un periodo sensibilissimo per capacità, potenziali vendite, situazione generale economica e qui di anche per easyJet c’e’ una attenzione sul network a ridurre rotte, sospenderle quando il venduto e’ basso o addirittura chiuderle. Il rischoo di perdite economiche e’ tangibile e Aeroroutes ha fatto una analisi che pubblichiamo. Tra queste decine di rotte vi sono anche una serie che colpiscono il mercato italiano.
Ecco le rotte soppresse

Birmingham – Milano Lonate sospesa dal 26 ottobre 2026 era prevista con frequenza bisettimanale.
Parigi CDG – Catania era pentasettimanale dal 25 ottobre.
.. e le sospese per qualche settimana o qualcosa di più

Amsterdam – Palermo dal 12 gennaio al 4 febbraio.
Basilea – Venezia dal 5 gennaio al 4 febbraio.
Bristol – Verona ultimo servizio il 22 ottobre e riprende il 12 febbraio ogni sabato.. Hanno tolto i voli in vendita dal 5 dicembre .
Ginevra – Venezia dal 5 gennaio al 4 febbraio.
Manchester – Napoli dal 1 novembre al 12 febbraio.
Milano Linate – Lussemburgo dal 25 ottobre al 27 marzo.
Milano Malpensa dal 7 gennaio al 4 febbraio.
Napoli – Lione dall’11 gennaio al 3 febbraio.
Venezia – Nizza dall’11 gennaio al 1 febbraio.
Il totale tra soppresse e sospese per corti o medi periodi

In totale sono 73 le rotte interessate. Di questi 14 vengono soppresse e 59 sono sospese per periodi corti/medio o lunghi.
Il revenue management questo sconosciuto

C’e’ ai più il fatto che l’accoppiata di parole inglesi “revenue management” possa dire poco e nulla. Ma in realtà sono la funzione chiave della sopravvivenza di un vettore.
Si tratta di un team all’interno dell’azienda che von tools sofisticatissimi misurano lo stato della redditività monitorando continuamente le vendite e aggiustando i prezzi adattandoli in rialzo o per come si può abbassandoli fino ad un valore sostenibile per incentivare il mercato, soerando in altre entrate provenienti da prenotazioni alberghiere, auto a nolo, escursioni o assicurazioni.

Se proprio va male si chiude, perchè una rimessa costante e pesante porta a dover porvi rimedio anche con tagli parziali o totali con effetto rapido e immediato. Oppure per una rotta pensata che funzionasse e invece il mercato non ha confermato le analisi a suo tempo elaborate.
Ma ci sono pure i casi di collegamenti, anche storici che per una miriade di ragioni cessano di essere remunerativi. L’unica via e’ l’eliminazione del collegamento spesso non per carenza di passeggeri, ma che per le varie componenti che compongono il rischio potenziale non la portano ad essere producente profitti. Sia dalle vendite dei biglietti che l’eventuale composizione dovuta alla vendita dei prodotti ancillari.