Bologna protesta contro il Ministero della Salute (Speranza) sui voli Covid tested

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L’Aeroporto di Bologna è tuttora escluso dal Decreto sui voli Covid-tested di maggio 2021, quando invece ne allargava il novero degli scali da Roma, Milano a Napoli e Venezia.

A quel momento gli unici aeroporti che avevano collegamenti diretti operabili con voli Covid-tested erano proprio Roma, Milano e Bologna. Quest’ultima con Emirates su Dubai. Napoli e Venezia erano sprovvisti di tali operazioni.

L’AD della società Aeroporto di Bologna protesta con questo comunicato stampa per il ritardo e il silenzio del Ministero della Salute.

Di seguito il comunicato stampa della società di gestione dell’aeroporto bolognese.

AEROPORTO GUGLIELMO MARCONI DI BOLOGNA S.p.A.: è ancora in attesa dell’emanazione dell’Ordinanza per l’operatività dei voli Covid-tested anche al Marconi.

Stupore e preoccupazione per il ritardo del provvedimento del Ministero della Salute.

L’Amministratore Delegato, Nazareno Ventola: “Abbiamo il volo per Dubai dal 2015, non comprendiamo perché non siamo stati inclusi nella lista di scali autorizzati”.

Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna S.p.A. è in attesa, da diverse settimane, dell’Ordinanza del Ministero della Salute che estenda anche allo scalo bolognese la possibilità di operare voli extraeuropei con modalità Covid-tested.

I voli Covid-tested consentono ai passeggeri, a fronte dell’esito negativo di un test molecolare o antigenico da effettuare prima della partenza ed all’arrivo, di entrare nel Paese senza necessità di rispettare gli obblighi di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario.

Con alcune Ordinanze risalenti ormai a marzo e maggio 2021, il Ministero della Salute ha ammesso in questa categoria i voli che collegano l’Italia con Stati Uniti, Canada, Giappone ed Emirati Arabi Uniti, autorizzando gli aeroporti italiani di Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Napoli Capodichino, Venezia Marco Polo ad operare in modalità Covid-tested, ma escludendo Bologna che, parimenti, ha collegamenti di linea con gli Emirati Arabi Uniti.

L’Amministratore Delegato della Società, Nazareno Ventola, esprimendo preoccupazione e disappunto ha così commentato l’anomala ed ormai lunga situazione: “Ci è risultata incomprensibile l’esclusione dell’Aeroporto di Bologna dall’elenco degli aeroporti autorizzati lo scorso maggio, visto che dallo scalo opera dal 2015 un volo Emirates per Dubai, capitale di uno dei sette Emirati Arabi Uniti, e che tale volo, dopo una breve sospensione dettata dall’emergenza pandemica, è stato riattivato già dall’inizio di novembre 2020. Questo collegamento, operato giornalmente prima della pandemia ed oggi trisettimanale, risulta essenziale per il nostro territorio, sia dal punto di vista del turismo sia del business. Molto importante è anche la componente cargo, che riveste un ruolo fondamentale a supporto delle nostre imprese nell’attività di export verso il mondo.”

Aeroporto di Bologna S.p.A. si è infatti attivata immediatamente, fin dal mese di maggio, per far ammettere l’aeroporto tra quelli autorizzati, ottenendo tutte le autorizzazioni formali propedeutiche (tra cui, in primis, quella dell’Unita Sanitaria di Frontiera) all’emissione dell’Ordinanza ministeriale. 

Le strutture preposte del Ministero hanno preannunciato ai vertici della Società, a più riprese e già da alcune settimane, l’imminenza dell’Ordinanza, che, però, ad oggi, incomprensibilmente, non è stata ancora emessa.

Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna S.p.A. – in qualità di Società quotata, a tutela dei suoi azionisti – esprime pertanto stupore e viva preoccupazione per il ritardo del provvedimento, foriero, a questo punto, di danno economico e di immagine alla Società e di certo disagio per i passeggeri da e per Dubai, che si vedono costretti a preferire l’utilizzo di altri scali per il viaggio, con conseguente perdita di competitività per Bologna, la Regione Emilia-Romagna e l’intero sistema delle imprese del territorio.

La Società auspica una rapida ed urgente risoluzione della problematica, anche e soprattutto al fine di garantire ai passeggeri un servizio che, nel rispetto di tutte le normative vigenti e delle misure di sicurezza previste, renda più semplice l’esperienza di viaggio e contribuisca alla ripresa dei flussi turistici e di business per il nostro Paese, a maggior ragione dopo una lunga fase di difficoltà legata al picco dell’emergenza pandemica, ancora peraltro non esaurita.

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