
I dati del rapporto OICE: la meeting industry italiana raggiunge 13,2 miliardi
di euro di valore nel 2025. Boom degli spazi non convenzionali (+12,5%).
La Presidente Gentile: “Valorizzazione, destagionalizzazione, turismo di qualità e promozione del brand Italia restano obiettivi principali”
Si è appena concluso presso il Centro Congressi Confindustria di Roma “Il valore della meeting industry: Interpretare il futuro attraverso i dati OICE”. L’evento promosso da Federcongressi&eventi, l’associazione dell’industria italiana dei congressi e degli eventi business, ha messo in luce lo stato dell’arte e i prossimi scenari del turismo congressuale, settore che nel 2025 è stato capace di generare un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro.
Come emerso nel corso dell’evento, la meeting industry italiana sta attraversando una fase di consolidamento. Infatti, seppure in uno scenario globale complesso dal punto di vista economico, politico e sociale, dal 2022 al 2025 registra un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4%. Guardando al 2025, l’OICE, l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi promosso da Federcongressi&eventi e realizzato da ASERI-Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica, rileva che in Italia sono stati realizzati 365.789 eventi per un totale di 28.627.455 partecipanti e 43.275.254 presenze.
Il mercato è dunque in una fase matura e, contemporaneamente, di grandi cambiamenti. Congressi ed eventi business quali meeting, convention e incentive sono sempre più strategici e caratterizzati dal bisogno da parte della clientela di generare valore attraverso nuovi format e processi organizzativi e la scelta anche di spazi “non convenzionali”, cioè che non hanno come core business ospitare eventi e che non sono stati progettati con questa finalità.
Gli spazi “non convenzionali” nel periodo dal 2014 al 2025 hanno incrementato il numero di eventi ospitati a un tasso medio annuo composto del 6,6%, con un forte slancio soprattutto dopo la pandemia, crescendo dal 2022 mediamente all’anno del 12,5%.
Commenta la Presidente di Federcongressi&eventi Gabriella Gentile:
“Il nostro è un settore strategico, dove il dialogo con le istituzioni deve essere continuo e orientato alla costruzione di strategie condivise, non solo per ricevere il sostegno economico fondamentale per garantire la competitività internazionale dell’Italia quale sede di congressi ed eventi ma anche per creare le condizioni che permettano alla meeting industry di esprimere al meglio il suo potenziale in termini di crescita economica, valorizzazione dei territori, destagionalizzazione dei flussi turistici, sviluppo di turismo di qualità e promozione del brand Italia e del suo patrimonio artistico, naturale e industriale”.
Durante l’evento di Federcongressi&eventi, aperto dai saluti di Leopoldo Destro, Vice Presidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del turismo, i grandi cambiamenti del comparto sono stati oggetto di un approfondimento che ha coinvolto, introdotti dalla Presidente di Federcongressi&eventi Gabriella Gentile, gli stakeholder del settore Alessandra Albarelli, Direttrice Generale Riva del Garda Fierecongressi, Carlotta Ferrari, Presidente Convention Bureau Italia, Massimiliano Santoli, Managing Partner Studioesse e Luca Quaratino, Università IULM.
Sono inoltre intervenuti: l’Onorevole Maria Chiara Gadda, Vice Presidente Commissione Agricoltura, Promotrice della Legge 166/16 Antispreco, Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e Massimo Caputi, Presidente Federturismo Confindustria.
I dati del turismo congressuale in Italia
Secondo l’Osservatorio dei Congressi e degli Eventi-OICE, nonostante la razionalizzazione delle risorse le imprese continuano a essere il mercato di riferimento (61,4% degli eventi) ma cresce il mercato associativo (24,4% degli eventi).
Relativamente alla provenienza dei partecipanti, la quota degli eventi nazionali diminuisce passando dal 39,4% del 2024 al 32,3% mentre cresce quella degli eventi locali passando dal 47,2% al 54,8%. La quota degli eventi internazionali (12,9%) rimane elevata anche nel 2025, nonostante la leggera flessione rispetto al 2024 (quando aveva raggiunto il 13,4%), registrando comunque un valore superiore a quello del 2019 (9,8%).
Dove si svolgono eventi e congressi? Il Nord-che concentra più della metà delle sedi (53,4%)-ha ospitato oltre la metà degli eventi (59,1%) con un aumento rispetto al 2024 dell’1,8%. Il Centro ha registrato il 23,7% degli eventi, il Sud il 10,9% e le Isole il 6,3%.
Gli alberghi con sale meeting si confermano la tipologia di sede più utilizzata e, infatti, hanno concentrato il 76,6% degli eventi totali, il 50,8% dei partecipanti e il 51,1% delle presenze. I centri congressi e fieristico congressuali, decisivi per attrarre i grandi eventi e congressi internazionali, hanno ospitato il 2,3% degli eventi, l’11,6% dei partecipanti e il 15,4% delle presenze totali.
Cosa afferma Roberto Nelli, docente di Marketing all’Università Cattolica e responsabile scientifico della ricerca
“Dopo il rilancio e il rimbalzo del periodo post-pandemico la meeting industry italiana entra in una nuova fase di equilibrio caratterizzata, rispetto al 2019, da una maggiore quota di eventi internazionali, da meeting di minore durata media, ma con un più alto numero medio di partecipanti. Nel 2025 gli eventi da più di un giorno hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro-capite complessiva di 312 euro, il 3,7% in più sul 2024”.
Sul fronte degli investimenti, formazione del personale e riqualificazione degli spazi guidano gli interventi messi in atto dalle sedi, confermando come capitale umano e qualificazione del prodotto siano driver fondamentali per accrescere la competitività del settore.