Aeroporti : tra Forlì e Rimini volano gli stracci

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E’ quanto titola il quotidiano “Il Resto del Carlino” che stamani riporta lo stato della situazione in Romagna con i vari pensieri di amministratori politici sulla questione degli aeroporti tra Forlì e Rimini. Il primo a luglio 2026 perde traffico a doppia cifra e il secondo guadagna a due numeri. Entrambi stanno beneficiando del fatto cge la Regione Emilia Romagna assorbe il costo della addizionale municipale da 6,5€ per passeggero in partenza.

Insomma, un nuovo capitolo e’ stato scritto, ma la guerra tra i due aeroporti sembra chiaro che abbia riportato in auge cio’ che accadeva anni fa.

Cosa dicono

Così scrive Il Resto del Carlino nell’articolo di Manuel Spadazzi

“Dobbiamo rafforzare la strategia romagnola e lavorare sulla sinergia tra i territori. Per questo – ha detto Gian Luca Zattini, sindaco di Forlì – il nostro scalo dovrebbe essere promosso come aeroporto di Forlì e Ravenna”. Zattini incontrerà a breve Alessandro Barattoni, sindaco di Ravenna. Ma il progetto sta già decollando. E fa infuriare i riminesi. Che all’orizzonte vedono l’ennesima guerra dei cieli, nonostante il governatore Michele de Pascale lavori (da mesi) a un piano regionale degli aeroporti.

“Avere un sistema regionale degli scali è l’obiettivo a cui sta lavorando, e bene, la nostra Regione – premette Giulia Corazzi, segretaria provinciale Pd – Francamente non mi pare che le dichiarazioni del sindaco di Forlì vadano in questa direzione: ho molti dubbi, visto che si limita a cercare sinergie con la vicina Ravenna, senza alcun ragionamento rispetto alla Romagna intera”.“L’aeroporto di Rimini – aggiunge Corazzi – continua a crescere grazie all’unione tra società di gestione, Apt e gli enti locali, con il Comune di Rimini in testa. Invece Zattini, forse perché più in difficoltà, cerca altre soluzioni”.

Corazzi è certa che “già nelle prossime settimane il presidente de Pascale e l’assessora al turismo Roberta Frisoni faranno il punto sul sistema regionale degli scali, anche alla luce delle dichiarazioni di Forlì”. Poi la stoccata al centrodestra, che “continua a ragionare con il solito schema: tenere tutti buoni dicendo tutto quello che ci si vuol sentire dire, ma se poi ragioni di partito conducono a un approdo opposto allora va ancora meglio”.

Rimini cresce, Forlì arranca

In realtà per Nicola Marcello, consigliere e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, “cambiare nome allo scalo forlivese, magari con l’intento di accreditarsi come aeroporto della Romagna, servirà a poco. I dati lo dicono: il vero aeroporto della Romagna è Rimini, che sta tornando crescere, vanta una storia importante, è in una zona baricentrica. In ogni caso farsi la guerra tra piccoli scali non conviene a nessuno, anzi…”. La pensa così pure Antonio Barboni, segretario di Forza Italia. Che affonda la “pazza idea” di Zattini: “Chi è con l’acqua alla gola cerca qualunque strada per salvarsi. I piccoli aeroporti, se non giocano di squadra non riusciranno mai a crescere”. Detto questo, “Rimini è il motore del turismo, non Ravenna o Forlì. E il ’Fellini’ sta facendo dei numeri che al ’Ridolfi’ se li sognano”.

Tra i due aeroporti si vede che a Rimini oltre a Ryanair hanno investito fortemente anche Wizz Air passata da una a sei rotte. Ha confermato easyJet e British Airways. oltre ad altri vettori. A Forlì , la Ryanair è l’unico vettore con voli regolari con 8 voli settimanali, gli stessi che operava quando annunciò il suo ritorno qualche anno fa. Georgian Airways, l’alatra linea aerea che vi operava ha chiuso il volo per Tbilisi e Goto Fly non vola più, la quale collegava diverse destinazione estive insieme a Catania.

L’effetto dell’abolizione della addizionale municipale

Per ora i numeri sono a corrente alternata, c’è chi perde e chi ha guadagnato. Stante il fatto che Bologna continua a crescere. A mesi dall’abolizione municipale da 6,5€ per ogni passeggero in partenza decisa dalla Regione Emilia Romagna per fare crescere i tre aeroporti minori. Rimini e Parma crescono a doppia cifra, invece Forlì perde. Bologna, che non beneficia del provvedimento della Regione continua a crescere. Tutto era già scritto, tanto è il mercato che comanda dove e come cresce il traffico aereo e non la politica.

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