Il prezzo del carburante sta aumentano sempre di più settimana dopo settimana con una condizione assolutamente schizzofrenica. Il problena e’ che sta diventando sempre piu’ critico. Per le compagnie aeree una voce percentualmente sempre più importante alla voce dei costi. I budget devono essere rivisti, ricalcolati con diversi scenari predisposti con valori economico e temporali appropriati e attualizzati.

Nelle ultime due settimane la crescita e’ stata a doppia cifra. Da un aeroporto principale ad uno piccolo la differenza puo’ essere altrettanto importante anche a doppia cifra percentuale. Per intenderci, a meno di accordi particolari, senza voler fare nomi di scali per non puntarvu il dito, dove c’e’ piu’ traffico si paga meno, dove ci sono meno volumi si paga di più.
Biglietti in salita a breve
I numeri per l’acquisto dei carburanti stanno crescendo e si contrastano con il calo proporzionale dei margini di guadagno. Gioco forza la misura dell’aumento in questa stuazione temporale sarà assolutamente necessaria. Lo diceva recentemente il numero uno di ITA Airways, l’AD e DG di ITA Airways Joerg Eberhart.
Non ci sono vie d’uscita, se ci sarà chi e’ disposto a pagare di più il trasporto aereo continuerà ad operare senza scossoni. Diversamente, se ci saranno persone price sensitive e smetteranno di volare, il trasporto aereo inizierà a soffrire.
Ci sarà una crescita del traffico?
Se il carburante cresce porra’ automaticamente interrogativi specie a chi pianifica, oltre che a chi controlla i costi in relazione alle entrate. Per intenderci le compagnie aeree hanno un rischio d’azienda e non e’ sostenibile perdere soldi. Quindi in una situazione del genere e’ razionalmente corretto ripianificare e variare/valutare se sarà necessario espandersi oppure cambiare i piani selezionando quelle nuove rotte da aprire e porre in stand by altre e ripianificarle nel futuro.
Mercati attuali a rischio chiusura o ridimensionamento
Non e’ escluso che sia per rotte attualmente operate, sia stagionali, che annuali, dove i vettori potrebbero mettere in pausa quei voli che in proiezione sono già a rischio oppure sono passate da un moderato guadagno ad una perdita. Non solo, per taluni casi la chiusura, potrebbe essere sostituita da una riduzione. Il tutto per non perdere un potenziale mercato esistente fino a poco tempo fa. Sia la chiusura, che la riduzione colpiranno certamente gli scali minori, piuttosto che quelli maggiori. Le econome di scala colpiscono sempre dove ci sono situazioni deboli.
La situazione come si evolverà
Non e’ noto capire fino a quando salirà il carburante e a quali valori. Questi sono i due problemi fondamentali tuttora non noti nella loro evoluzione per i vettori. Quello che è certo che i chiari di luna futuri non sono proprio luminosi, tutt’altro. Gli aumenti sono progressivi, come avviene per la benzina o il diesel. Cio’ che cambia e’ che per il jetfuel è molto più rapida la velocità degli aumenti.
Insomma non e’ noto quando la situazione attuale si esaurirà con il ritorno al bello stabile. Ciò che accadde a fine febbraio, non era assolutamente noto e previsto. Una grande doccia fredda, che potrebbe causare possibili penalizzazioni all’industria aeronaitica che costruisce e progetta/sviluppa gli aerei.