Il petrolio vola a oltre 72 dollari al barile. Un problema in più per le compagnie

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Da qualche tempo i prezzi del carburante sono in costante ascesa. Il Brent vola a oltre 72 dollari al barile già da qualche tempo. Il tutto a causa delle scarse scorte e della richiesta proveniente da molti mercati industriali in ripresa. Ma ci si domanda, quali problemi potrà creare al trasporto aereo, dove in molte aree del globo si sta ancora leccando dalle ferite create dalla pandemia.

Effettivamente potrebbero essere molti. Perché ad esempio in Europa, c’è forte concorrenza tra i vettori low cost e i prezzi dei biglietti sono sempre molto bassi. Insomma indirettamente proporzionale tra l’incremento del prezzo del carburante e gli yield sui voli, sempre bassi. Oppure certe start up, che cercano nuove nicchie di mercato, ma si scontrano con costi industriali, che i biglietti non riescono a compensare. Vuoi per i classici problemi di una start up, con una scarsa conoscenza da parte del suo prodotto, nuovi, da parte del passeggero della strada. Ergo deve conquistarsi una fetta sul mercato, in competizione con grossi player vicini, ben più conosciuti da quasi tutti i potenziali clienti.

L’anno scorso alla prima ripresa dopo il lock down tra marzo e maggio il costo del carburante era molto basso. Si pagava il petrolio tra i 20 e 30 dollari. Oggi e’ tra il doppio e il triplo.

Potrebbe essere troppo il divario, che impatta sulle marginalita’ definibili esigue, ma forse già al di sotto del bilanciamento costi / entrate. Questo, e’ per il fragile mercato europeo.

Negli USA e’ molto diverso, la grande nazione d’oltreoceano vede ora masse elevate di persone che si muovono, non ci sono restrizioni in atto come in Europa tra i paesi, c’è’ quindi domanda e i prezzi ovviamente salgono. Già da qualche tempo vettori come Southwest affermano che i prezzi dei biglietti durante l’estate 2021 possono anche superare i medi tariffa praticati nel 2019. Un possibile ritorno a quella profittabilita’, che non si vede dalla fine del primo trimestre 2020. Un inversione di tendenza ben augurante. In Europa siamo ancora lontani da queste prospettive.

Concludendo, qualche problema ci sarà per quei vettori che sbaglieranno i conti tra capacità offerta, basse entrate e problemi di riempimento dovuto a qualche errore di programmazione. Spesso quest’ultima lanciata last minute con difficoltà a raccogliere i passeggeri, oppure perché la risposta del mercato non c’è’ stata. Se poi accadrà’ che le entrate ancillari non compenseranno le basse entrate derivate dai biglietti. Insomma il prezzo del carburante alla fine qualche grosso problema lo potrebbe creare. In particolare per chi deve contare solamente sulle proprie forze.

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