Milano Malpensa: il Masterplan 2035 si blocca per i voli cargo notturni

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Lo scrive Malpensa24.it al link:

Ora non c’è solo il problema di come si dovrà espandere l’area cargo a sud, si aggiunge la problematica dei voli cargo notturni.

Il Cuv si è riunito prima di andare alla Regione Lombardia. C’è stato un tavolo tecnico a Malpensa. «Enav ha comunicato che non è in grado di gestire i movimenti notturni dei cargo, per come stanno le cose attualmente», dice Dimitri Cassani, sindaco di Casorate Sempione e attuale presidente del Cuv. «Quindi ha proposto un’estensione degli orari per poter organizzare meglio i voli». In sintesi: oggi i decolli sono previsti fino alle 11.30 di sera a nord e successivamente fino alle 6.30 di mattina a sud (escluse le varie deroghe). Con questa nuova soluzione, spiega Cassani, gli orari cambierebbero: con i decolli concessi fino all’1 di notte e le partenze anticipate alle 6 del mattino. La posizione dei sindaci si può immaginare: «Abbiamo detto di no, va contro l’impegno che abbiamo preso fin dall’inizio con la popolazione: tutelare la salute, riducendo i rumori». Così scrive Malpensa24.it. Una rogna non da poco.

E quale sarebbe la soluzione? Farne partire meno è quello che hanno pensato. Insomma va a incastrarsi con l’operativo dell’hub della DHL, ma pure di Fedex e Amazon. Per farlo è però necessario «fornire un dato oggettivo per limitare l’attività notturna». E qui interviene Arpa, «che ha avuto mandato di fare uno studio che possa individuare una soglia di Lva (indice di misurazione del rumore)». La partita si sposta poi a Palazzo Lombardia, dove il fattore inquinamento acustico non può essere sottovalutato. Si tratta infatti di uno dei punti fondamentali messi nero su bianco dal Cuv all’interno delle trattative per il Masterplan. E Cassani è chiaro: «Noi non firmeremo il protocollo d’intesa fino a quando non avremo le garanzie con le analisi di Arpa. Dobbiamo fare il possibile per contenere (se non diminuire) i voli notturni». A questo pnto cosa penseranno i courier e in particolare l DHL, la quale ha investito tante risorse.

Per l’area sud del cargo si propone di ridurre da 45 ettari a 25. Nessuno vuole firmare senza vedere la situazione, la frase usata è “niente assegni in bianco”. A questi si accodano le associazioni ambientaliste che indicano di non consumare suolo.

Insomma per Malpensa le cose si complicano e tanto.

Foto: Malpensa24.it

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