Il turismo dall’estero manca e alcuni aeroporti segnano il passo

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Nei primi nove mesi del 2021, ma pure nei dati di settembre si avverte che su alcuni aeroporti il problema si fa maggiormente sentire rispetto a altri.

Venezia, Rimini, Firenze, Pisa, Roma e Napoli sono tra le realta’ piu’ colpite dai mancati arrivi dall’estero e ancor di piu’ dalle lunghe distanze.

Non a caso, in particolare in alcuni di essi le code dei velivoli a lungo raggio sono un ricordo del passato. A Venezia mancano: Asiana, Air Transat, Air Canada, Qatar Airways, American Airlines e United. Quest’ultima anche a Napoli. A Roma e’ in particolare l’Oriente a essere latitante, oltre a frequenze ridotte verso Nord America e Canada. La Russia poi si fa sentire in tutti gli scali citati, in particolare a Rimini, dove costituiva piu dei due terzi dei passeggeri in arrivo. In generale i piazzali di questi scali sono spesso molto vuoti.

La situazione pesante caratterizzata dal blocco delle partenze da intere aree geografiche si fa sentire, pensiamo a tutto il comparto del Sud America, Estremo Oriente/Oceania e più vicino a casa la Russia.

C’e’ anche una quota di business Travel, in particolare connessa anche al segmento MICE, cioe’ congressi e fiere. Ma pure turismo puro come: spiagge, citta’ d’arte, enogastronomia, verde, terme e crociere; risentono pesantemente dell’effetto ancora non cessato della pandemia, delle difficolta’ di viaggiare, oltre agli estenuanti controlli sanitari ai quali sono sottoposti quelli che partono.

Basta consultare le statistiche prodotte mensilmente da Assaeroporti, si nota subito il divario con gli aeroporti dove il turismo in entrata non e’ una voce importante, non tanto quanto gli scali presi in esame. Nel nord est ad esempio si vede il sorpasso mai avvenuto in precedenza tra Bologna e Venezia. Aggiungendoci i numeri di Treviso a quelli dello scalo lagunare l’effetto sparisce. Ma rimane il fatto che mancano negli aeroporti del Veneto i consistenti volumi turistici del passato. Aumenta ancor di piu’ la differenza si nota tra Bologna e gli aeroporti toscani di Pisa e Firenze. Anche tra gli aeroporti milanesi e quelli di Roma, si vede un divario assolutamente azzerato rispetto agli anni precedenti.
Il peso del turismo che viaggia in aereo, se questo manca, e’ una importante voce mancante e pesa nei numeri, ma pure sui volumi economici degli acquisti per i negozi degli scali, oltre a questo lasciavano sui territori dove basavano ll loro periodo di vacanza. Non solo gli aeroporti, ma tutto il comparto collegato ne ha sofferto e ancora purtroppo da evidenti segni di sofferenza.

L’immagine e’ di settembre a Roma Fiumicino dove un molo, quello a destra era più vuoto che mezzo e l’altro in fondo era chiuso. Pochi anche gli aerei ai parcheggi remoti. Firenze nella seconda immagine il mattino molto presto.

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